Gli esami di riparazione rappresentano ogni anno una sfida importante per molti studenti, spesso accompagnata da corsi di recupero e lezioni private. Con la diffusione di strumenti digitali, emerge la possibilità che ChatGPT diventi un vero tutor nello studio estivo, affiancando o sostituendo metodi tradizionali di supporto.
Ripetizioni estive e nuovi strumenti di supporto
Tra fine agosto e tassativamente entro l’8 settembre 2025 nelle scuole secondarie di secondo grado, si svolgeranno le prove per i cosiddetti esami di riparazione. Si tratta di una situazione molto diffusa secondo il Ministero dell’Istruzione, lo scorso anno infatti quasi un alunno delle superiori su 5 ha concluso l’anno con una o più insufficienze da recuperare durante l’estate.
L’Osservatorio Ripetizioni Estive della piattaforma Ripetizioni.it, leader in Italia per le lezioni private online e in presenza, rileva dopo aver intervistato un campione di circa 1000 studenti, che la situazione numericamente e rispetto alla tipologia di disciplina scolastica non è cambiata rispetto allo scorso anno. Cosa succede nei nuclei familiari quando si cade sotto la mannaia metaforica dello studio estivo dei propri figlie e figlie?
Il primo passo per chi dovrà sostenere l’esame a settembre è quello di frequentare i corsi di preparazione che le scuole secondarie di secondo grado sono tenute a predisporre; non sempre si attivano per tutte le discipline oggetto di debito, tuttavia 3 su 4 studenti li hanno trovati disponibili per la materia in cui erano stati scrutinati con giudizio sospeso.
Se la durata dei corsi si rivela inadeguata o per la mancanza di quelli per alcune specifiche aree disciplinari, due studenti su 3 ricorrono alle lezioni private, in aggiunta o in alternativa ai corsi di recupero organizzati dalle scuole. I costi delle lezioni sono estremamente variabili, si parla di una spesa media di circa 280 euro per studente per le ripetizioni estive.
Va ancora rilevato che a usufruire delle varie forme di lezioni private o ripetizioni non sono solo i “rimandati” a settembre, ma sia durante l’estate come azione di rinforzo, sia durante l’anno scolastico, studenti e studentesse carenti o deboli si rivolgono a docenti privati o ai vari portali che offrono il servizio.
E se a dare ripetizioni fosse l’Intelligenza Artificiale? Proviamo con questo contributo a scoprire un altro degli aspetti dell’uso dell’IA nel processo di apprendimento.
La normativa sugli esami di riparazione in Italia
Diamo allora prima un rapido sguardo alla normativa che ha introdotto, poi eliminato e nuovamente ripristinato gli esami di riparazione nelle scuole secondarie italiane, per poi andare a scoprire quali sono le principali forme di supporto allo studio, tra queste l’Intelligenza Artificiale.
La normativa che riguarda gli esami di riparazione in Italia si rifà a diversi documenti legislativi. Tra questi l’Ordinanza Ministeriale n. 92 Prot. n. 11075 del 5.11.2007 e il Decreto del Presidente della Repubblica del giugno del 2009 n. 122[2], che definiscono le caratteristiche di quelle che si chiamano le sospensioni di giudizio e il debito formativo.
Gli esami di riparazione sono stati introdotti ai primi del Novecento, i regi decreti degli anni Venti prevedevano infatti gli esami di riparazione per gli studenti che non conseguivano la sufficienza in una o più discipline. Dopo vari decenni, nel 1977, con la Legge n. 517 del 4 agosto, vennero aboliti gli esami di riparazione per le scuole elementari e medie e venne introdotta una nuova forma di valutazione degli alunni. Nel 1995 nasce il concetto di debiti per le scuole secondarie di secondo grado: gli esami di riparazione vengono aboliti e con la legge n. 352 dell’8 agosto, in sostituzione degli esami di riparazione viene disposto l’obbligo di frequentare appositi corsi di recupero organizzati dalle scuole per gli studenti in debito formativo che non hanno raggiunto i livelli di apprendimento previsti in alcune discipline di studio.
Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ripristinò a partire dall’anno scolastico 2007-2008 gli esami di riparazione, con un decreto che prevedeva una rimodulazione dei tempi per il recupero dei debiti formativi con corsi di recupero e verifiche intermedie; corsi di recupero estivi e verifica finale entro il 31 agosto e comunque non oltre l’inizio dell’anno scolastico.
Discipline più difficili e modalità di recupero
La materia per la quale gli studenti mostrano maggiori difficoltà, non solo quando non raggiungono la sufficienza a fine anno, ma spesso per tutto l’arco del periodo scolastico, é in primo luogo matematica, che riguarda il 35% degli studenti; seguono (ovviamente solo per l’area liceale) Latino e Greco (30%), l’area scienze – biologia – chimica – fisica (29%), Italiano (22%) e Storia/Geografia (12%). Le lingue straniere impegnano circa il 10% dei candidati alle prove di settembre e il 5% ha avuto difficoltà nelle materie tecnico-professionali .
Sempre secondo l’Osservatorio di Ripetizioni.it lo studio durante le vacanze si svolge sia online, modalità usata da circa il 30% con sospensione del giudizio di promozione alla classe successiva, sia in presenza, per cui il 60% circa studia in autonomia con l’aiuto dei familiari o di docenti privati, infatti la lezione a domicilio resta ancora la più diffusa modalità per affrontare le prove di settembre; il 13% adotta un modello misto. Per chi studia online, il 24% si affida a piattaforme specializzate, il 7% ai siti di annunci generici, mentre il 63% si muove ancora tramite l’intramontabile passaparola.
ChatGpt Study mode: caratteristiche e funzionamento
Open AI ha lanciato la modalità studio – Study mode, una nuova funzione gratuita che permette agli studenti di ottenere risposte strutturate, in più passaggi piuttosto che un testo o una soluzione già pronti. Può allora diventare un aiuto efficace, flessibile, gratuito per dare ripetizioni o per affiancarsi allo studio estivo?
Proviamo a vedere come funziona. Sulla pagina di ChatGPT la nuova funzione viene così presentata.
Caratteristiche principali:
- Spunti interattivi: combina domande socratiche, suggerimenti e spunti di autoriflessione per guidare la comprensione e promuovere l’apprendimento attivo, invece di fornire risposte dirette.
- Risposte strutturate: le informazioni sono organizzate in sezioni facili da seguire che evidenziano le connessioni chiave tra gli argomenti, mantenendo le informazioni coinvolgenti con la giusta quantità di contesto e riducendo il sovraccarico per argomenti complessi.
- Supporto personalizzato: le lezioni sono adattate al livello giusto per l’utente, in base a domande che valutano il livello di abilità e la memoria delle chat precedenti.
- Controlli delle conoscenze: quiz e domande aperte, insieme a feedback personalizzati per monitorare i progressi, supportare la conservazione delle conoscenze e la capacità di applicarle in nuovi contesti.
- Flessibilità: attiva e disattiva facilmente la modalità di studio durante una conversazione, dandoti la flessibilità di adattarsi ai propri obiettivi di apprendimento in ogni conversazione.
Intelligenza artificiale e prospettive per lo studio
L’obiettivo è quello di attivare una serie di comportamenti virtuosi che favoriscono l’apprendimento profondo, come ad esempio la partecipazione attiva, la gestione del carico di lavoro mentale, la metacognizione e l’autoriflessione. L’interazione tra utente/studente e il bot secondo StudyMode avviene attraverso una serie di prompt interattivi, per cui il bot chiede all’utente di pensare alla soluzione, supportati da risposte strutturate, aiuto personalizzato in stile tutor (adeguato al livello richiesto per l’età e le difficoltà), e da una serie di verifiche delle conoscenze acquisite prima di procedere con il problema.
Inoltre, se è vero che in Italia – ma vale lo stesso per molti altri Paesi non solo in Europa – come rivela il report commissionato dalla startup NoPlagio, già nel 2024, aveva mostrato come più di due studenti su tre facciano uso di ChatGPT, perché non potrebbe diventare una risorsa per la preparazione degli esami di riparazione di settembre?
Si può provare sulla pagina di StudyMode a fare alcune domande a seconda della disciplina in oggetto, da quelle di base, quindi un prompt molto lineare per approdare a livelli più complessi.
Il bot risponde progressivamente alle richieste di ulteriori spiegazioni, e prova sempre a guidare l’apprendente nella comprensione autonoma anziché fornire risposte già pronte.
Si può immaginare, per esempio, di chiedere aiuto per le traduzioni delle lingue classiche. Cosa succede? Invece della traduzione, StudyMode di ChatGPT invita automaticamente all’analisi del periodo, guidando lo studente ad individuare i verbi, le proposizioni principali e subordinate, e altro. Se gli si chiede in modalità scorciatoia la traduzione, quello che viene fuori è una traduzione da migliorare con la parafrasi, quindi stimolando la presa in carico del problema – come tradurre – in modalità attiva.
Se si pensa dunque all’uso di StudyMode come supporto per lo studio estivo, che come detto prevede l’esame di riparazione a inizio settembre, intanto va ricordato che se si disattiva la modalità studio, ChatGPT tornerà ad fornire automaticamente risposte – come per esempio le traduzioni già svolte -, vanificando pertanto la promozione dello spirito critico, la riflessione e quindi uno studio efficace. Inoltre, rimane aperto il tema delle allucinazioni e non si può escludere che alcune delle informazioni fornite siano sbagliate.
Va infine detto che non solo ChatGPT di OpenAi sta offrendo questa risorsa interamente dedicata al processo di apprendimento, ma anche Google con Gemini for education Anthropic con Claude for Education, Perplexity, Midjourney e pertanto la sfida attuale ma sicuramente più consistente per il futuro sarà unire le potenzialità delle Intelligenze Artificiali ai bisogni di apprendimento.
Integrare dimensione umana e AI per un apprendimento consapevole
L’introduzione di strumenti AI come ChatGPT nello studio estivo apre prospettive interessanti, ma lascia aperta una domanda cruciale: un tutor digitale può davvero sostituire la guida di un docente in carne e ossa? La flessibilità e l’accessibilità dell’intelligenza artificiale sono indubbiamente vantaggi, ma il rischio di errori, allucinazioni e mancanza di empatia solleva interrogativi sulla sua reale affidabilità. Forse la risposta non sta nell’alternativa secca tra uomo e macchina, quanto piuttosto nella capacità di integrare le due dimensioni, valorizzando la tecnologia senza rinunciare al confronto umano che resta alla base di un apprendimento critico e consapevole.
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