Uno degli ultimi panel della seconda giornata del Kopaonik Business Forum è stato dedicato all’economia serba dal punto di vista degli investitori. I rappresentanti dell’IFC, membro del World Bank Group, e delle principali aziende nazionali – MK Group, Nelt Group, ElevenEs e Valjaonica bakra Sevojno – hanno sottolineato che la Serbia deve passare da un modello di crescita basato sulla sovvenzione dei posti di lavoro a uno fondato su conoscenza, innovazione e su un’industria nazionale più solida.
Nel suo intervento introduttivo, il moderatore del panel Toplica Spasojević ha evidenziato che, dopo il 2012, la Serbia ha adottato un modello che ha prodotto risultati nella riduzione della disoccupazione, ma che era prevalentemente orientato ad attrarre investitori attraverso sussidi all’occupazione. Tale modello aveva senso in una fase di elevata disoccupazione, ma nel lungo periodo non può garantire un più rapido avvicinamento ai Paesi dell’Unione europea né una crescita sostenibile del PIL. “Se vogliamo una crescita del quattro per cento o superiore, dobbiamo puntare su imprese innovative e su investimenti orientati all’export”, è stato affermato durante il panel.
Sebbene nel periodo 2022-2024 la Serbia abbia attratto tra i quattro e i 4,8 miliardi di euro annui di investimenti diretti esteri, i dati del 2024 mostrano un calo, aprendo interrogativi sulla sostenibilità di un modello che si basa prevalentemente sul capitale straniero. Anche le tendenze globali non sono incoraggianti: la quota degli IDE sul PIL mondiale è scesa dal cinque per cento prima della crisi del 2008 a circa l’uno per cento.
La conclusione è chiara: gli investimenti privati nazionali devono aumentare dall’attuale circa 10 per cento del PIL ad almeno il 15 per cento.
Il capitale domestico come pilastro
I rappresentanti delle grandi aziende nazionali hanno sottolineato che senza un ciclo di investimenti più intenso del settore privato non può esserci una crescita accelerata.
Mihajlo Janković, amministratore delegato (CEO) di MK Group, ha annunciato un nuovo ciclo di investimenti dell’azienda compreso tra 1,2 e 1,6 miliardi di euro entro il 2030, con oltre la metà dei fondi destinata alle fonti di energia rinnovabile e una quota significativa all’industria alimentare. “Non abbiamo un altro Paese. Restiamo qui e investiremo qui“, ha dichiarato Janković, aggiungendo che un’ondata di investimenti più robusta da parte delle imprese nazionali avrebbe un effetto diretto sulla crescita del PIL.
Un approccio analogo è stato annunciato anche da Nelt Group, il cui nuovo amministratore delegato Marko Cilić ha indicato un ciclo di investimenti superiore ai 400 milioni di euro entro il 2030, con focus su logistica, automazione, digitalizzazione e acquisizioni nei mercati dell’Unione europea e della regione.
Nel settore dell’industria pesante, Valjaonica bakra Sevojno prevede investimenti per 50 milioni di euro nei prossimi quattro anni, nell’ambito di una strategia di sviluppo fino al 2040 che include robotizzazione, digitalizzazione e progetti di decarbonizzazione. L’azienda esporta già oggi oltre il 90 per cento della produzione e il piano prevede di raddoppiare praticamente la capacità produttiva.
Il messaggio degli industriali è stato inequivocabile: senza investimenti continui non vi è né sopravvivenza né indipendenza economica.
Batterie, IA e nuova mappa industriale
Uno degli esempi più significativi di avanzamento tecnologico è stato presentato da Nemanja Mikać, fondatore e CEO di ElevenEs, azienda che sviluppa tecnologia avanzata di batterie LFP. In collaborazione con partner globali – tra cui Caterpillar – l’impresa entra in un segmento produttivo che fino a poco tempo fa era quasi interamente concentrato in Cina.
La tecnologia delle batterie al litio-ferro-fosfato sta assumendo crescente rilevanza nei settori dell’energia, dello stoccaggio energetico e dei data center, soprattutto nel contesto della rivoluzione dell’intelligenza artificiale e dell’aumento dei consumi elettrici. “L’elettrificazione è la chiave della decarbonizzazione. E senza una produzione stabile di batterie non c’è transizione energetica“, ha sottolineato Mikać.
È stato inoltre evidenziato che lo sviluppo di tali progetti non può essere ridotto semplicemente a questioni minerarie (relative alle materie prime necessarie), poiché si tratta di una complessa catena dell’industria chimica e tecnologica.
IFC: il settore privato deve assumere un ruolo maggiore
Bernard Atlan, rappresentante dell’IFC, membro del World Bank Group, ha ricordato che l’istituzione ha investito in Serbia circa tre miliardi di dollari negli ultimi 25 anni, principalmente nel settore finanziario e nelle infrastrutture. L’obiettivo era rafforzare il sistema bancario e facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, nonché sostenere grandi progetti infrastrutturali. Nel prossimo periodo, ha sottolineato Atlan, l’attenzione sarà rivolta alla digitalizzazione, alla decarbonizzazione e alla mobilitazione del capitale domestico, comprese riforme che consentano un ruolo più ampio dei fondi pensione e dei fondi di investimento nel finanziamento dell’economia nazionale. “Lo Stato ha fatto molto sul piano della stabilità macroeconomica. Ora è il momento che il settore privato assuma un ruolo di sviluppo più incisivo“, ha affermato.
Nel dibattito sono state individuate come principali sfide i oneri parafiscali e il costo del lavoro, l’economia sommersa, la lentezza delle procedure amministrative e la necessità di un quadro normativo più stabile e prevedibile. Allo stesso tempo, la Serbia dispone di chiari vantaggi – una posizione geostrategica, un forte capitale ingegneristico e un settore IT in crescita.
Il panel si è concluso con il messaggio che l’indipendenza economica non è uno slogan politico, ma il risultato di una solida base industriale. La reindustrializzazione, modernizzata e fondata sulla conoscenza, è stata riconosciuta come direzione strategica.
(Biznis.rs, 02.03.2026)
https://biznis.rs/novac/investicije/mk-grupa-ulaze-16-milijardi-evra-do-2030-nelt-najavio-400-miliona-evra-investicija-valjaonica-bakra-sevojno-50-miliona/
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