Via libera del Consiglio dei ministri al decreto Bollette, agli schemi preliminari di intesa sull’Autonomia differenziata, a un provvedimento per il sostegno alle regioni colpite dal maltempo legato al ciclone Harry e, in esame preliminare, al nuovo Testo unico delle imposte sui redditi. Nel dettaglio, il decreto Bollette interviene con un pacchetto di misure finalizzate a contenere l’impatto dei prezzi dell’energia sulle famiglie e a sostenere la competitività delle imprese, nonché la decarbonizzazione delle industrie. Per il 2026, si legge nel testo del decreto, è riconosciuto un contributo straordinario di 115 euro ai titolari del bonus sociale elettrico. La copertura è assicurata mediante utilizzo di risorse già iscritte nello stato di previsione del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, per complessivi 315 milioni di euro. Sul versante imprese, sono previsti interventi sulla componente Asos degli oneri generali di sistema applicati alle utenze non domestiche. Le risorse derivano dall’aumento di due punti percentuali dell’aliquota Irap per le imprese del comparto energetico, con maggiori entrate stimate in 431,5 milioni nel 2026, 501,1 milioni nel 2027 e 68,4 milioni nel 2028, destinate alla riduzione degli oneri. Interventi anche sulla gestione dei vecchi incentivi del “Conto Energia”. Ai titolari di impianti superiori a 20 kilowatt viene offerta una scelta strategica: accettare una riduzione della tariffa incentivante attuale a fronte di un’estensione temporale del contratto. L’obiettivo è favorire il rifacimento integrale degli impianti esistenti, incentivando l’uso di componentistica prodotta in Europa e incrementando la produttività energetica nazionale senza consumare nuovo suolo.
Nel decreto si punta, poi, a una maggiore integrazione dei mercati del gas, promuovendo contratti di lungo termine e un “servizio di liquidità” volto a contenere la volatilità dei prezzi. Viene inoltre potenziato il ruolo del Gse nella gestione delle scorte e nella promozione dei Power purchase agreements, per garantire alle imprese forniture di energia verde a prezzi stabili e competitivi su base pluriennale. Secondo quanto dichiarato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il decreto “avrà un impatto rilevante”, con risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese stimati in oltre cinque miliardi di euro. Il provvedimento “tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall’inizio, cioè fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese”. Tuttavia, ha precisato la premier, il governo “continuerà a lavorare per sostenere i nostri cittadini e per difendere chi lavora e chi produce”. A farle eco è intervenuto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Il governo ha scelto ancora una volta la strada della concretezza, per la competitività del sistema Paese e per la crescita economica”. Con questo provvedimento, ha precisato, “interveniamo su una priorità assoluta: garantire energia a prezzi più bassi per famiglie e imprese, con risparmi effettivi”. Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato in via preliminare il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), il settimo degli otto testi previsti dal piano di riordino organico della legislazione fiscale. “È un ulteriore passo in avanti per l’attuazione della riforma fiscale”, ha dichiarato il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, al termine della riunione. “Dal 1986 – spiega Leo – il Tuir ha subito oltre 1.200 modifiche: era necessario fare ordine riorganizzando tutte le disposizioni vigenti”.
Ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese: ecco cosa ha approvato oggi il Governo in Consiglio dei ministri pic.twitter.com/nSv81uWhti
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) February 18, 2026
Per il viceministro, “il nuovo testo, composto da 376 articoli, garantisce maggiore certezza del diritto, semplificazione e trasparenza per contribuenti, imprese e professionisti. È un intervento strutturale che rafforza la qualità della nostra legislazione tributaria. Un risultato che, come governo Meloni, rivendichiamo con orgoglio, consapevoli del grande percorso avviato tre anni fa e che porteremo a compimento entro la fine della legislatura”. Spazio anche a un’accelerazione in materia di Autonomia differenziata. Il Cdm ha infatti approvato gli schemi di intesa preliminare tra il governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, nell’ambito del percorso di attuazione dell’Autonomia differenziata previsto dalla legge 86/2024. Si tratta del primo passaggio formale dell’iter istituzionale che può condurre al trasferimento di ulteriori competenze dallo Stato alle Regioni richiedenti. Alla riunione hanno partecipato i presidenti delle quattro Regioni interessate: Marco Bucci (Liguria), Attilio Fontana (Lombardia), Alberto Cirio (Piemonte) e Alberto Stefani (Veneto). Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha parlato di un primo passaggio formale verso la definizione delle intese, che dovranno ora proseguire l’iter previsto fino all’approvazione definitiva. Via libera anche al decreto per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana. Nonché per fronteggiare la frana di Niscemi. Le risorse ammontano a oltre un miliardo e cento milioni di euro. Saranno i presidenti delle tre regioni colpite, in quanto commissari delegati, a disporre gli interventi necessari a sostegno delle famiglie e imprese colpite dalle violente mareggiate e dall’ondata di maltempo nelle aree interne e al ripristino delle infrastrutture danneggiate.
Per la frana di Niscemi, ha fatto sapere il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, si è invece deciso di seguire un percorso diverso, con la nomina di Fabio Ciciliano a commissario straordinario. Ciciliano, ha detto il ministro, dovrà provvedere alla erogazione del contributo per una nuova casa alle famiglie che hanno dovuto abbandonare per sempre la loro, e alla esecuzione dei lavori necessari sul versante franoso. Nel provvedimento sono anche previsti interventi per la sospensione dei termini in materia di tributi e contributi finanziari, semplificazioni in materia ambientale, sostegno al reddito dei lavoratori subordinati del settore privato e dei lavoratori autonomi. Previsto anche il sostegno in favore delle imprese esportatrici e delle attività produttive del settore turistico. È previsto anche uno stanziamento di cinque milioni di euro destinato a sostenere il turismo nelle regioni colpite. Le risorse saranno impiegate per una campagna di comunicazione e promozione internazionale a favore di Sicilia, Calabria e Sardegna, con l’obiettivo di contenere gli effetti economici negativi sull’indotto turistico. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha precisato che le iniziative saranno presentate in occasione della prossima Fiera di Berlino e saranno realizzate in collaborazione con le istituzioni locali e le associazioni di categoria.
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