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Le PMI del Mezzogiorno possono ottenere contributi a fondo perduto fino al 70% per percorsi di formazione su transizione verde e digitale. Il MIMIT ha stanziato 50 milioni di euro con il decreto direttoriale 26 gennaio 2026: le domande si presentano su Invitalia dal 12 marzo al 14 maggio 2026. L’investimento ammissibile va da 10.000 a 60.000 euro per impresa.
Si tratta di un’opportunità concreta per chi opera nelle sette regioni meno sviluppate — Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia — e vuole rafforzare le competenze del proprio personale in ambiti come intelligenza artificiale, robotica, economia circolare e digitalizzazione dei processi produttivi. Il provvedimento attua il decreto ministeriale 4 settembre 2025 e si inserisce nell’Azione 1.4.1 del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2026.
A chi si rivolge: requisiti e beneficiari
L’agevolazione è destinata alle micro, piccole e medie imprese con almeno una sede operativa nelle regioni del Mezzogiorno. Il requisito territoriale è imprescindibile: non basta la sede legale, serve una presenza effettiva nel territorio di riferimento. L’impresa deve risultare regolarmente iscritta al Registro delle Imprese, in regola con il DURC e priva di procedure concorsuali in corso.
Un aspetto che merita attenzione riguarda l’obbligo assicurativo contro eventi catastrofali, introdotto dal 1° gennaio 2026 anche per le micro e piccole imprese. Chi non ha ancora provveduto a stipulare la copertura rischia di vedersi respinta la domanda per un requisito formale facilmente evitabile.
Possono partecipare sia singole imprese sia aggregazioni di PMI nell’ambito di progetti integrati sovraregionali. Questa seconda opzione risulta particolarmente vantaggiosa: coordinando iniziative formative tra imprese di diverse regioni del Sud, si accede a intensità di contributo più elevate e si creano sinergie lungo le filiere produttive. Chi sta valutando altre opportunità per la propria PMI può consultare la guida completa ai bandi 2026 per PMI per avere un quadro d’insieme aggiornato.
Quanto si può ottenere: contributi e intensità dell’aiuto
Il contributo è erogato a fondo perduto in regime de minimis. Per le domande presentate da singole imprese, l’intensità dell’aiuto è pari al 50% delle spese ammissibili. I numeri cambiano — e in meglio — per i progetti integrati sovraregionali: le micro e piccole imprese ottengono il 70%, le medie imprese il 60%.
L’investimento deve essere compreso tra 10.000 e 60.000 euro, con un contributo massimo di base pari a 30.000 euro per impresa. L’importo viene calcolato attraverso il meccanismo delle opzioni semplificate di costo: tariffa oraria regionale moltiplicata per le ore di formazione e per il numero di partecipanti. Questo approccio elimina gran parte degli oneri di rendicontazione tradizionali, un vantaggio non trascurabile per le PMI con risorse amministrative limitate.
Per chi desidera un quadro più ampio sulle opportunità di finanziamento non rimborsabile, la sezione dedicata ai finanziamenti a fondo perduto 2026 offre una panoramica delle misure attualmente disponibili.
Cosa finanzia: attività formative e ambiti tematici
Le iniziative devono riguardare percorsi di formazione specialistica del personale dipendente, coerenti con le priorità della Strategia nazionale di specializzazione intelligente. Non si tratta di corsi generici: il decreto richiede che i contenuti formativi siano direttamente collegati ai processi di innovazione tecnologica e transizione verde e digitale dell’impresa.
Gli ambiti tematici coprono un ventaglio ampio e strategico. Si va dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale alla robotica e ai sistemi autonomi, passando per la digitalizzazione dei processi produttivi, l’energia e la sostenibilità industriale, l’economia circolare, le biotecnologie e la mobilità intelligente. Rientrano anche le tematiche previste dal regolamento STEP e le traiettorie della Strategia di specializzazione intelligente.
Le spese ammissibili vengono calcolate sulla base di tariffe orarie standard definite a livello regionale. All’interno di queste tariffe rientrano le spese per i formatori, i materiali didattici, le attrezzature utilizzate, la consulenza specialistica e il costo del personale partecipante per le ore di effettiva frequenza. Chi è interessato specificamente alla componente digitale può approfondire le opportunità dedicate consultando i bandi digitalizzazione PMI 2026.
Come e quando presentare domanda
Le domande vanno presentate esclusivamente in via telematica sulla piattaforma Invitalia, dalle ore 12:00 del 12 marzo 2026 alle ore 12:00 del 14 maggio 2026. L’accesso avviene tramite SPID, Carta nazionale dei servizi o CIE, ed è riservato al legale rappresentante o a un soggetto delegato.
Ciascuna impresa può presentare una sola domanda di agevolazione. La documentazione richiesta comprende la scheda descrittiva del progetto formativo, l’offerta economica del fornitore di formazione, le dichiarazioni sostitutive sui requisiti e la documentazione sulla dimensione d’impresa. Va inclusa anche l’attestazione relativa all’obbligo assicurativo catastrofale.
Una raccomandazione operativa: preparare tutta la documentazione con largo anticipo rispetto all’apertura dello sportello. Le risorse vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di arrivo — chi arriva prima ha più probabilità di ottenere il contributo, a parità di requisiti. Il testo integrale del decreto direttoriale è consultabile sul sito del MIMIT.
Criteri di valutazione e graduatoria
Al termine dello sportello, il soggetto gestore forma una graduatoria basata su criteri sia quantitativi sia qualitativi. Tra i parametri che pesano maggiormente figurano la dimensione della base occupazionale, la percentuale di personale coinvolto nelle attività formative, la varietà degli ambiti tematici scelti e l’appartenenza a reti di filiera.
Il decreto prevede punteggi premiali per il possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere. Si tratta di elementi che non incidono direttamente sull’importo del contributo, ma possono fare la differenza nella posizione in graduatoria. La pubblicazione della graduatoria avviene entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello, seguita dall’istruttoria che si completa entro 90 giorni.
Le agevolazioni vengono erogate con provvedimento del soggetto gestore e possono essere corrisposte in due stati di avanzamento lavori oppure sotto forma di anticipazione fino al 50%, dietro presentazione di garanzia fideiussoria. Il programma formativo deve essere avviato entro sei mesi dalla concessione e completato entro dodici mesi.
Come integrare questa misura con altri incentivi
Il contributo per la formazione green e digitale non vive in un vuoto: può inserirsi in una strategia più ampia di sviluppo aziendale. Le PMI che stanno già investendo in beni strumentali 4.0 possono affiancare questa misura al credito d’imposta Transizione 5.0, che prevede anch’esso un capitolo dedicato alla formazione del personale fino a 300.000 euro.
Analogamente, chi ha già beneficiato o intende accedere al Fondo Nuove Competenze può considerare questa misura come complementare, a patto di rispettare i limiti del de minimis e di non finanziare le stesse voci di costo con entrambi gli strumenti. L’attenzione alla corretta allocazione delle spese resta centrale per evitare contestazioni in fase di controllo.
Per le imprese del Sud, la combinazione tra formazione agevolata e investimenti produttivi — finanziati ad esempio con la ZES Unica o la Nuova Sabatini — rappresenta un pacchetto di sviluppo particolarmente competitivo. Il capitale umano qualificato è il presupposto per sfruttare al meglio le tecnologie acquisite, e il legislatore sembra averlo compreso.
FAQ
Quali PMI possono accedere ai contributi per la formazione green e digitale? Possono accedere le micro, piccole e medie imprese con almeno una sede operativa nelle sette regioni meno sviluppate del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. È necessario il DURC in regola e l’assenza di procedure concorsuali.
Qual è l’importo massimo del contributo? Per le singole imprese il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un investimento compreso tra 10.000 e 60.000 euro. Per i progetti integrati sovraregionali l’intensità sale al 70% per micro e piccole imprese e al 60% per le medie.
Entro quando si possono presentare le domande? Le domande si presentano sulla piattaforma Invitalia dalle ore 12:00 del 12 marzo 2026 alle ore 12:00 del 14 maggio 2026. Serve SPID, CNS o CIE.
Quali ambiti formativi sono finanziabili? Sono ammessi percorsi su intelligenza artificiale, robotica, digitalizzazione dei processi, energia e sostenibilità, economia circolare, biotecnologie e mobilità intelligente, purché coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente.
Il contributo è cumulabile con altre agevolazioni? Sì, nel rispetto del regime de minimis (massimo 300.000 euro in tre anni per la maggior parte dei settori). Non è possibile finanziare le stesse voci di costo con più strumenti.
Quali sono i punteggi premiali previsti? Il decreto assegna punteggi aggiuntivi alle imprese con rating di legalità e certificazione della parità di genere, utili per migliorare la posizione in graduatoria.
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