Un nuovo polo universitario del digitale a Massa-Carrara
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Il corso di Ingegneria delle Tecnologie Digitali nasce come primo polo formativo di eccellenza dedicato al digitale nella provincia di Massa-Carrara. La sede delle attività didattiche sarà a Carrara, ma l’iniziativa è pensata per coprire l’intero territorio provinciale come un unico bacino di utenza.
L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa:
- permettere ai giovani del territorio di studiare ingegneria senza uscire di provincia;
- rispondere alla crescente domanda di competenze digitali avanzate da parte delle imprese locali.
Il corso si inserisce nel progetto di “area vasta” dell’Università di Pisa, che considera la Toscana Nord-Ovest un contesto strategico da presidiare sul piano di ricerca, didattica e terza missione.
Investimento da 2 milioni di euro e una sede d’eccezione
L’iniziativa poggia su un piano economico quinquennale robusto: sono previsti 2 milioni di euro in cinque anni a sostegno di didattica e ricerca. Le risorse arrivano da più soggetti, che hanno scelto di impegnarsi con contributi annuali costanti:
- Fondazione Marmo: 100.000 euro all’anno;
- Comune di Massa: 75.000 euro annui;
- Comune di Carrara: 75.000 euro annui;
- Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest: 50.000 euro annui;
- Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara: 50.000 euro annui;
- Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale: 50.000 euro annui.
A questo si aggiunge il contributo forse più visibile: il Comune di Carrara mette a disposizione Villa Fabbricotti, nel Parco della Padula, come sede delle lezioni, occupandosi anche di adeguamento, manutenzione e gestione degli spazi. La villa ospiterà sia il corso universitario sia il museo CARMI, creando un contesto formativo particolare, a metà tra campus e luogo culturale.
Sono stati già individuati ulteriori spazi, sempre a Carrara, che potranno essere usati per attività didattiche e di supporto, così da rafforzare la capacità attrattiva e la sostenibilità operativa del progetto nel tempo.
Perché proprio ingegneria digitale: i numeri della domanda di lavoro
La scelta di puntare su Digital Technologies Engineering non arriva a caso. È frutto di un’analisi specifica sulla provincia di Massa-Carrara, basata sui dati del Sistema Informativo Excelsior. I numeri mostrano una situazione molto chiara:
- tra il 2021 e il 2025 le imprese del territorio richiedono 250-300 laureati in ingegneria ogni anno;
- le figure cercate riguardano vari indirizzi: industriale, civile, elettronico e altri ambiti ingegneristici.
Il problema non è la domanda, ma il divario enorme con l’offerta. Per il 2025, la difficoltà di reperire:
- laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione raggiunge il 76%: in pratica, tre candidati su quattro sono introvabili;
- anche per l’ingegneria industriale la difficoltà resta superiore al 50%, quindi comunque critica.
Le aziende apuane – attive soprattutto in metalmeccanica, nautica e settore lapideo – chiedono un identikit molto preciso:
- competenze digitali avanzate e uso di tecnologie 4.0 richieste nel 100% delle posizioni per ingegneri elettronici e industriali;
- capacità di lavorare in gruppo presente nel 99% delle richieste per ingegneri industriali;
- forti abilità di problem solving, per gestire processi complessi e innovazione continua.
Il nuovo corso nasce proprio per colmare questa carenza strutturale, formando in loco professionisti completi, capaci di unire hard skills tecnologiche e soft skills trasversali.
Tecnologie chiave e opportunità per il territorio
L’Università di Pisa, insieme ai Dipartimenti di Ingegneria e alla Scuola di Ingegneria, ha costruito il corso in Digital Technologies Engineering pensando alle sfide reali del territorio. L’obiettivo dichiarato è sostenere la digitalizzazione della società e dei principali settori produttivi di Massa-Carrara, puntando su alcune tecnologie chiave:
- Artificial Intelligence (AI) per analisi dati, automazione intelligente, decisioni supportate da algoritmi;
- Internet of Things (IoT) per collegare macchine, impianti e dispositivi, rendendo i processi più efficienti e monitorabili;
- robotica come competenza centrale non solo per il settore lapideo, ma anche per meccanica avanzata, nautica, automazione industriale, logistica e sanità;
- Additive and Advanced Manufacturing, cioè produzione avanzata e stampa 3D, per innovare la catena produttiva;
- Augmented Reality (Realtà Aumentata) per supportare manutenzione, formazione, controllo qualità e nuove modalità di lavoro.
Il corso viene quindi pensato come strumento concreto per:
- accompagnare la trasformazione digitale di porti, logistica e nautica, settori già oggi profondamente influenzati da automazione e digitalizzazione;
- fornire alle imprese locali tecnici in grado di ripensare processi operativi, logistici e doganali in chiave più efficiente e sicura;
- dare ai giovani del territorio, anche a chi si trova in condizioni socio-economiche più difficili, l’accesso a una formazione universitaria avanzata “a casa propria”.
Le istituzioni coinvolte sottolineano come questo investimento rappresenti un passo storico per la provincia di Massa-Carrara: non solo per ampliare l’offerta formativa, ma per alzare il livello culturale del territorio, migliorare la capacità di accoglienza degli studenti e creare nuove occasioni di sviluppo economico e sociale. In pratica, un corso di laurea che diventa leva di rigenerazione urbana, crescita delle imprese e futuro occupazionale per le nuove generazioni.
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