(AGENPARL) – Roma, 4 Febbraio 2026
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*COM**UNICATO STAMPA DEL 4 FEBBRAIO 2026*
*Confindustria Toscana Nord, dati sulla produzione nel 2025 e programmi per
il decennale dell’associazione*
Il 2026 è un anno speciale per Confindustria Toscana Nord: ricorrono
infatti i 10 anni dalla sua costituzione, scaturita dalla fusione delle
precedenti storiche confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato. Anche di
questo, oltre che di dati economici del 2025, si è parlato nelle ormai
tradizionali conferenze stampa di inizio anno che l’associazione ha tenuto
oggi a Lucca, Pistoia, Prato e Pietrasanta.
“Per noi questo è un anniversario importante – dichiara la presidente di
Confindustria Toscana Nord *Fabia Romagnoli* -. Sono trascorsi 10 anni
dall’avvio di quella che allora vivemmo come una scommessa. Si trattava di
costituire una nuova associazione partendo da tre realtà vicine ma diverse,
tutte profondamente radicate e di forte identità. Un processo, quello che
arriva fino a oggi, che è stato ben governato prima della fusione, durante
i primi cruciali tempi e poi a seguire. Oggi sentiamo di poter celebrare con
soddisfazione questa ricorrenza e vogliamo farlo nello stesso modo con cui
operiamo: con concretezza e attenzione ai nostri territori, guardando alle
imprese in primo luogo ma non solo a queste, perché per noi sono
fondamentali anche le comunità in cui le imprese operano. Il programma di
eventi e iniziative del decennale è volutamente ancora incompleto: il
nostro auspicio è che possa adattarsi in maniera flessibile anche a stimoli
che potranno determinarsi nel corso dell’anno.”
Oggi è stato presentato il logo che, richiamando il numero 10 e
accompagnando il messaggio “Tre territori per un sistema che cresce”,
caratterizzerà l’associazione per tutto quest’anno. Del programma delle
celebrazioni del decennale sono state anticipate alcune pietre
miliari: il bando
per tesi di laurea sull’economia delle tre province che verrà reso pubblico
il 16 febbraio; i risultati di uno studio sull’economia del territorio che
l’associazione sta già conducendo con un partner prestigioso come
Prometeia; iniziative ed eventi, alcuni dei quali in collaborazione con
Confindustria nazionale, su temi cruciali per l’industria come
l’innovazione, l’energia, l’ambiente, la sicurezza, il commercio
internazionale, le relazioni industriali.
Le conferenze stampa di oggi sono state anche l’occasione per fare il punto
sui dati della produzione industriale nel 2025, sulla base delle
rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. L’area
Lucca-Pistoia-Prato chiude il 2025 con un ultimo trimestre che torna in
territorio negativo, -0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, dopo il
recupero realizzato a luglio-settembre (+1% sugli stessi mesi del 2024,
unico trimestre positivo nell’anno dopo i due trimestri iniziali a -1,3% e
-1,8%). Il dato finale dell’intero 2025 è *-0,8%* rispetto all’anno
precedente, non lontano dal dato italiano che – a livello di stima, non
essendo ancora disponibile il risultato del mese di dicembre dell’industria
nazionale – si colloca a quota -0,4%. A determinare il segno meno
dell’area Confindustria Toscana Nord sono soprattutto la moda, con un -2,3%
che scaturisce comunque da prestazioni molto diverse dei vari comparti
(dal +0,9% dell’abbigliamento, al -1,7% del tessile fino a -6,6% del
calzaturiero); la carta-cartotecnica con -1,2%; la nautica con -1%. Pressoché
stabile, con -0,1%, la metalmeccanica, all’interno della quale il comparto
metallurgia e prodotti in metallo, a quota +1,4%, ha la prestazione
migliore. Positivi gli alimentari (+3,5%), le lavorazioni di materiali non
metalliferi, che includono materiali da costruzione, vetro e lapideo
(+2,4%; ma il lapideo da solo è a quota -0,8%), e la
chimica-plastica (+0,8%). Per quanto riguarda l’export, i dati provinciali
ISTAT del 4° trimestre non sono ancora disponibili; i primi 9 mesi hanno
comunque segnato per i settori manifatturieri delle tre province *-1,2%* (dato
espresso in valori, come da fonte ISTAT, e non in volumi).
“Sono dati complessivamente prevedibili, che raccontano la storia di
un’industria manifatturiera che sta reggendo con forza alle insidie di un
momento difficile – osserva la presidente *Romagnoli *-. Con forza ma anche
con fatica, stretta com’è fra ostacoli di livello internazionale come il
ristagno dei consumi, una situazione valutaria non favorevole all’export,
la vicenda dei dazi USA che non ha ancora manifestato pienamente i suoi
effetti, lo spiraglio dell’accordo Mercosur che fatica a concretizzarsi, e
dall’altro alle prese con i mali cronici nazionali e locali, dai costi
energetici alla pressione fiscale, dalle carenze infrastrutturali ai
problemi del mercato del lavoro. In alcuni settori c’è un ricorso massiccio
agli ammortizzatori sociali, segnale della determinazione delle imprese a
conservare le proprie risorse umane pur nella difficoltà del momento; ma
anche l’occupazione mostra un certo rallentamento. Occupazione di qualità,
quella del manifatturiero, sia per stabilità che per tutele e livelli
retributivi: un motivo in più, essenziale, a favore di una politica
industriale troppo spesso carente.”
Con l’occasione sono stati forniti anche dati relativi al settore *edile*,
la cui fonte sono le Casse Edili provinciali che li attestano al momento
fino al novembre 2025. All’epoca le imprese iscritte erano 1.929, il 4,8%
in meno rispetto al novembre 2024. Il totale degli operai iscritti era
invece di 8.838, in incremento di +0,5% rispetto allo stesso periodo dal
2024; in aumento, a quota +2,8%, anche le ore lavorate (che nell’intero
2024 erano già cresciute del 6,3%). Considerando la dinamica nei trimestri
2025 le ore lavorate sono aumentate in maniera pressoché costante ma a un
ritmo più contenuto rispetto all’ultima parte del 2024.
“Il dato con cui si chiude il 2025 per la produzione dell’industria
lucchese rappresenta un sostanziale pareggio – commenta il vicepresidente
di Confindustria Toscana Nord *Tiziano Pieretti* -. Si registra
infatti +0,1% rispetto a un 2024 che a sua volta aveva segnato +1,4%
sull’anno precedente. Nessuno sviluppo significativo, in definitiva, ma
nemmeno nessun arretramento, il che costituisce in questi tempi complicati
un risultato di tutto rispetto per il nostro sistema industriale. Riguardo
ai vari settori, è l’alimentare che con +5,3% riprende particolare slancio
dopo un 2024 pressoché in parità con l’anno precedente. Nettamente positive
anche la chimica-plastica (+3,4%), che ci ha abituato in questi anni a
prestazioni eccellenti, e la metallurgia-prodotti in metallo (+3%). Ma è
molto significativo anche il +1,1% della produzione di macchine, per lo più
destinate al cartario: un dato che scaturisce da risultati progressivamente
più positivi nel corso dell’anno e che rappresenta, in prospettiva, un
segnale incoraggiante anche per il settore cui le macchine sono destinate.
Il cartario, appunto, che a Lucca chiude il 2025 con una lieve contrazione
della produzione (-1,3%); il settore risente, in Italia e in Europa, delle
dinamiche di rallentamento dei consumi, ma continua a investire per
qualificare la produzione e ottimizzare le proprie prestazioni anche dal
punto di vista energetico. Aspetto, questo, che non cessa di essere un vero
e proprio tallone d’Achille per la nostra competitività. Negativi,
limitatamente, il lapideo (-0,8%) e la nautica (-1%, che arriva dopo anni
di prestazioni ottime).”
“Il dato positivo della produzione industriale a Pistoia dell’ultimo
trimestre (+2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024) non è sufficiente
per riportare almeno in pareggio il valore dell’anno che, complessivamente,
nel 2025 registra -1,1% – aggiunge il vicepresidente di Confindustria
Toscana Nord *Massimo Capecchi* -. Come sempre, l’andamento è
nettamente difforme
fra i diversi settori: positivo il dato dei materiali da costruzione, della
chimica-plastica e della metalmeccanica, che registrano il medesimo r
isultato (+1,8%); positivi anche gli alimentari (+2%), l’abbigliamento
(+1,6%) e, seppur di poco, la carta (+0,4%); perdono terreno, anche in
maniera considerevole, il tessile (-5,8%), il cuoio-calzature (-9,3%), il
mobile (-4,4%) e altri manifatturieri (-6%). I dati non possono certo dirsi
soddisfacenti, tanto più se si considera che chi cresce ha incrementi tutto
sommato di modesta entità, viceversa chi perde lascia sul terreno numeri
importanti. A essere colpiti di più sono proprio alcuni dei settori fortemente
caratteristici della produzione pistoiese. Anche stavolta dobbiamo quindi
ripetere l’appello a sostenere l’industria locale con uno sforzo in tutte
le forme e da parte di tutti gli attori possibili. Occorre difendere tutto
il comparto industriale, combattere la deindustrializzazione e sostenere in
particolare quei settori che si trovano a perdere terreno in conseguenza di
un quadro economico mondiale che li penalizza.”
“La produzione industriale pratese chiude il 2025 con una contrazione
relativamente modesta – conclude la presidente di Confindustria Toscana
Nord *Fabia Romagnoli* -. Ma occorre avere sempre ben presente che se
l’anno ha fatto segnare un arretramento non particolarmente severo,
fermatosi a quota -1,8%, questo ha come termine di confronto un 2024 che si
chiuse a sua volta a -7,4%. Siamo insomma ancora ben lontani da poterci
dire fuori dal guado in cui si trovano i settori maggiormente presenti a
Prato, il tessile, che anche l’anno scorso ha perso l’1,6% sul 2024, e la
metalmeccanica, per lo più meccanotessile, che ha segnato -10,7%. Tuttavia
l’andamento nel corso del 2025 si mostra in progressivo lento
miglioramento: nell’ultimo trimestre il tessile ha sfiorato il pareggio e
la metalmeccanica ha segnato un -7,7% che è il risultato meno pesante
dell’anno. Forse una conferma di quanto sostiene il presidente di
Confindustria Moda Sburlati, secondo cui il sistema moda nazionale ha ormai
raggiunto un plateau, condizione nella quale si potrà rimanere fermi o che
potrà costituire il punto per una nuova ripresa. Meno decifrabile,
probabilmente per le sue peculiarità locali, l’andamento dell’abbigliamento
pratese, che chiude il 2025 in pareggio sul 2024 ma flettendo leggermente
nell’ultimo trimestre dopo i due precedenti nettamente positivi. La
situazione di Prato rimane complessivamente difficile, con un ricorso
massiccio alla cassa integrazione per salvaguardare il patrimonio di
competenze essenziale per garantire alle imprese la possibilità di
intercettare i segnali dell’auspicata ripresa.”
*Allegate foto delle conferenze stampa:*
– *Lucca: Carla Battaglia vicepresidente di ANCE Toscana Nord; Fabia
Romagnoli presidente di Confindustria Toscana Nord; Tiziano Pieretti
vicepresidente di Confindustria Toscana Nord; Barbara Bigagli Centro studi
di Confindustria Toscana Nord*
– *Pietrasanta: Riccardo Lari presidente della sezione Nautica
di Confindustria Toscana Nord; Luca Rossi direttore di Confindustria
Toscana Nord; Agostino Pocai presidente della sezione Lapidei e varie
di Confindustria Toscana Nord*
– *Pistoia: Luca Rossi direttore di Confindustria Toscana Nord; Giacomo
Salvi presidente di ANCE Toscana Nord; Massimo Capecchi vicepresidente di
Confindustria Toscana Nord; Fabia Romagnoli presidente di Confindustria
Toscana Nord; Milena Guerrini presidente della sezione Servizi e terziario
di Confindustria Toscana Nord*
– *Prato: Barbara Bigagli Centro studi di Confindustria Toscana Nord,
Massimo Luchetti presidente della sezione Metalmeccanica di Confindustria
Toscana Nord, Francesco Marini presidente della sezione Sistema moda di
Confindustria Toscana Nord, Luca Rossi direttore di Confindustria Toscana
Nord *
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