Nel mondo del lavoro, l’incontro tra domanda e offerta è sempre più complesso: solo nel 2025, dei 4,4 milioni di assunzioni programmate, oltre la metà delle figure professionali ricercate è risultato introvabile. Il 47% riguarda i diplomati, il 50,9% riguarda i laureati e il 57,3% i diplomati Its. I dati emersi dalla rilevazione Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro delineano una situazione allarmante per la crescita economica delle Pmi nazionali. I laureati in chimica e farmaceutica sono i più introvabili (difficoltà di reperimento del 72,4%); seguono l’indirizzo sanitario e paramedico (70,8%) e medico-odontoiatrico (67,2%). Sono oltre 67 mila i diplomati ITS difficili da reperire; in particolare, 94,2% in ambito sostenibilità energetica ed economia circolare, 87,7% efficienza energetica. Mancano, inoltre, 634 mila diplomati, soprattutto negli indirizzi tecnici: costruzioni, ambiente e territorio (66,4%), meccanica, meccatronica ed energia (65,8%), elettronica ed elettrotecnica (60,9%), informatica e telecomunicazioni (58,8%). La mancanza di personale qualificato, per un’azienda, si traduce in un freno al suo sviluppo, in un contesto produttivo sempre più competitivo e incerto. «Impazzire per trovare lavoratori è un lusso che il nostro Paese non può permettersi. Per questo è cruciale avvicinare scuola e impresa: i giovani devono sperimentare concretamente e con costanza cosa significhi lavorare in un’azienda. Spesso entrano nel mondo del lavoro completamente spaesati e impreparati – spiega Paola Veglio, ad di Brovind, realtà del settore dell’automazione industriale -. Il mismatch scuola-lavoro per la nostra azienda è ulteriormente amplificato dal fatto che operiamo in un piccolo borgo, Cortemilia, che si sta spopolando, perché è difficile da raggiungere e i servizi offerti dal territorio sono poco competitivi rispetto ai centri urbani. Come azienda, sosteniamo chi vuole restare. I nostri dipendenti sono per lo più persone del posto e incentiviamo l’ingresso in azienda dei giovani del luogo. Creare valore diventa indispensabile per tenere viva la comunità; in cambio riceviamo impegno e partecipazione, fondamentali per continuare a fare meglio e guardare con ottimismo al futuro». L’azienda, da tempo, cerca di attrarre i giovani, impegnando tempo e risorse per formarli e offrire loro una professione qualificata. Proprio a partire da gennaio 2026, Brovind ospita nel laboratorio del nuovo stabilimento di Cortemilia – un ex polo industriale dismesso di 13mila metri quadrati interamente riqualificato in provincia di Cuneo – gli studenti che frequentano gli ultimi anni dell’Istituto Professionale Piera Cillario Ferrero – sezione Industria e Artigianato per il Made in Italy. Qui, i ragazzi, settimanalmente e per tutto l’anno scolastico, possono fare lezione, utilizzare le dotazioni tecnologiche, interfacciarsi con gli ingegneri tecnici di Brovind, accedere ai locali aziendali su richiesta, sotto la supervisione e il supporto dei docenti. Un’esperienza che consente di acquisire competenze pratiche e tecniche, familiarità con i processi produttivi e una maggiore consapevolezza delle proprie scelte professionali future.
Mentre l’innovazione tecnologica cambia gli scenari della sicurezza con inedita rapidità, l’Europa è chiamata a rispondere alle sfide globali tra i giganti dell’innovazione e i nuovi equilibri geopolitici. Tra carenza di profili professionali e normative in continuo aggiornamento, quale sentiero prenderanno l’Italia e l’Unione Europea per sviluppare e consolidare la loro posizione in settori cruciali nelle tecnologie abilitanti e nella transizione digitale? Se ne è parlato a Roma nella giornata inaugurale del master universitario di II livello in Homeland security – Sistemi, metodi e strumenti per la security e il crisis management dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Giunto alla XVIII edizione, organizzato da Ucbm Academy e diretto dal professor Roberto Setola, ordinario di Automatica presso la facoltà dipartimentale di ingegneria Ucbm, il master è un punto di riferimento per istituzioni e aziende per il reperimento di figure specializzate nella prevenzione e gestione delle minacce cyber. Il master mira a formare tecnici e professionisti in grado di supportare il processo di analisi delle esigenze di sicurezza, di identificazione delle contromisure da adottare e di progettare e sviluppare soluzioni integrate per ciò che riguarda l’attuazione, la gestione e l’esercizio di procedure e sistemi di sicurezza. È articolato in attività didattica, tirocinio formativo e project work per complessivi 60 crediti e un totale di 1.500 ore. Nei suoi 16 anni di vita il master ha formato e avviato oltre 450 figure oggi attive nelle più importanti realtà industriali italiane, dove garantiscono la sicurezza delle infrastrutture e la continuità dei servizi.
C’è un’economia che non è fatta di grandi nomi e mega investimenti, ma piuttosto di cooperative, piccole e medie imprese, filiere locali che tengono insieme lavoro e comunità. A questa economia è dedicato il master universitario di I livello in Economia e amministrazione delle aziende cooperative e delle pmi, promosso dall’Università degli studi di Palermo in collaborazione con Legacoop Sicilia, che assegnerà tre borse di studio (delle quattro disponibili) a copertura totale, e altri partner istituzionali e imprenditoriali. Il master, al suo debutto nell’anno accademico 2025/2026, mira a formare figure professionali capaci di muoversi tra governance, gestione, amministrazione e innovazione delle imprese cooperative e delle Pmi, con particolare attenzione ai settori che supportano l’economia dell’Isola: turismo, agricoltura, pesca, artigianato. Il percorso formativo è pensato sia per chi già opera nel mondo dell’impresa cooperativa, della consulenza, della progettazione e della gestione aziendale, sia per chi intende costruire nuove traiettorie imprenditoriali capaci di coniugare radicamento locale e apertura internazionale, secondo una visione “glocale”. Il master ha durata annuale, prevede 60 crediti formativi universitari (Cfu) per un totale di 1.500 ore di attività, articolate tra lezioni in presenza, laboratori, project work, stage e prova finale. Domande di partecipazione da presentare on line attraverso il portale studenti dell’Università di Palermo. La scadenza del bando è il 20 febbraio.
Formare professionisti capaci di gestire strutture di simulazione medica avanzata, per ridurre gli errori clinici e salvaguardare la salute dei pazienti. È l’obiettivo del master in Management dei Centri di simulazione medica, realizzato da Accurate – azienda leader in Italia nella formazione sanitaria avanzata – in collaborazione con 24ORE Business School. Una partnership che, unendo la leadership tecnologica alla metodologia accademica, porterà a formare una nuova figura chiave dell’assistenza sanitaria: il simulation Center manager. Il percorso didattico, sotto la direzione scientifica di Pier Luigi Ingrassia, direttore del Centro di simulazione di Lugano, fornirà le competenze per gestire un Centro di simulazione con approccio manageriale; pianificare budget, spazi e risorse; governare tecnologie avanzate; creare valore tramite marketing e partnership strategiche. L’uso della simulazione nella formazione sanitaria consente di allenare tecniche e procedure in modo realistico, perfezionando ogni gesto in un ambiente controllato che riproduce fedelmente le dinamiche e le sfide dei contesti reali, riducendo gli errori senza mettere a rischio la salute dei pazienti. Il master avra inizio il 13 marzo 2026. Il primo weekend di lezione si terrà in presenza a Roma e quello conclusivo in presenza a Milano, presso le due sedi di 24ORE Business School. I restanti weekend di lezione saranno erogati in modalità live streaming. Le lezioni si terranno il venerdì dalle ore 14.15 alle 18.15 e il sabato dalle ore 9.15 alle ore 17.15.
«Se la moda sta attraversando una crisi di visione, il suo rilancio non può che partire dalle idee. Studiare il business della moda in una scuola di Design può essere la chiave per fare la differenza, permettendo di unire strategia e creatività, mercato e cultura». Danilo Venturi, direttore Ied di Milano, annuncia così sei nuovi master internazionali per l’area Moda, con partenza dedicata ad aprile 2026, che coprono sei aree strategiche e creative connesse tra loro. Per questi e per gli altri master Ied, in Italia e Spagna, sono state messe a disposizione 144 borse di studio. Di stampo transdisciplinare, i nuovi titoli formativi sono tutti full time e in lingua inglese. Il percorso in Fashion Merchandising & Buying e quello in Brand Management preparano a ideare e gestire strategie di prodotto e sviluppo del marchio in un contesto internazionale, integrando innovazione digitale, sostenibilità e trend dei consumatori. A coordinarli sono rispettivamente Sophie Blouvac, esperta di Collection Process & Phygital Customer Experience, e Steven Trow, manager con esperienze (tra gli altri) in Hermès e Gucci Group, Il percorso in Fashion Beauty parte dall’attuale centralità identitaria del cosmetico per andare a ideare prodotti, concept innovativi e strategie che rispondano prontamente sia ai nuovi bisogni emergenti dei consumatori sia alle rapide evoluzioni del mercato. Ne è coordinatrice la manager e consulente Alessandra Ciccotosto; mentor Gabriele Chiave, direttore creativo che, tra le altre esperienze, ha supervisionato design e innovazione upstream per le Estée Lauder companies a New York. Il percorso in Fashion Trend Forecasting punta invece all’analisi dei mercati e del consumo, dei dati e dei driver di innovazione del contemporaneo per anticipare il futuro della moda. A coordinarlo è Alberto Caselli Manzini, Art e Fashion Director, con la mentorship di Elisabeth Bowring, una delle più importanti esperte in materia di sfilate e nuove tendenze, già Head of Catwalks di Wgsn. Sul fronte più creativo e curatoriale, il master in Fashion Curation – erogato nelle sedi di Ied di Milano e Ied di Firenze – studia la moda come arte applicata, guidando gli studenti nella costruzione di narrazioni critiche e progetti espositivi, tra archivi, musei e nuovi spazi culturali. È coordinato dalla curatrice Dobrila Denegri e ne è mentor Kaat Debo, direttrice e curatrice principale di MoMu, il Museo della Moda di Anversa, con oltre 50 mostre all’attivo. Il master in Fashion Photography, coordinato dall’artista visiva portoghese Rita Lino, guida nella crescita di un’identità fotografica personale nel raccontare la moda per immagini, al di là delle formule commerciali. Vanta la mentorship di Eugenie Shinkle, autrice del volume Fashion photography: the story in 180 pictures ed editor della piattaforma online dedicata al libro fotografico C4 Journal.
Maire, il Politecnico di Milano e la Polimi graduate school of management hanno firmato un accordo, della durata di quattro anni, di joint research platform, avviando una collaborazione strutturata che amplia e consolida il rapporto già in corso. L’iniziativa si focalizza su ricerca congiunta, innovazione e percorsi avanzati di formazione. L’accordo prevede lo sviluppo di progetti condivisi su tecnologie innovative per la transizione energetica, la chimica e i processi catalitici insieme alla partecipazione a osservatori tematici, studi di settore, attività di orientamento professionale e un articolato programma di borse di studio. La partnership comprende, inoltre, la progettazione di workshop e master, opportunità di stage nelle società del gruppo Maire e iniziative di innovazione volte a favorire il trasferimento di competenze e la creazione di nuove soluzioni tecnologiche. La collaborazione con Polimi GSoM mira invece a rafforzare le competenze manageriali attraverso programmi executive personalizzati su leadership, sostenibilità, innovazione e gestione data‑driven.
Martedì 18 febbraio alle ore 16, presso la sede nazionale Inail di Roma (Via IV Novembre 144), si terrà la conferenza Carbon farming in Europa. Alle radici di una nuova professione, promossa dall’Università degli Studi della Tuscia. L’incontro intende offrire un quadro aggiornato sul ruolo del carbon farming nelle politiche climatiche europee, mettendo a confronto mondo scientifico e istituzioni su uno dei temi chiave della transizione ecologica e delle nuove professionalità legate alla sostenibilità. La scelta della sede Inail, che ospita l’evento, conferisce alla conferenza un forte valore istituzionale e sottolinea l’interesse strategico del tema anche in relazione a innovazione, sicurezza e sviluppo sostenibile. Apriranno i lavori i saluti istituzionali della rettrice dell’Università della Tuscia, Tiziana Laureti, e del presidente Inail, Fabrizio D’Ascenzo. Seguiranno gli interventi di Riccardo Valentini, Marcello Fiori, Cinzia Chiriacò e Virgilio Maretto. Modera Francesca Romana Barberini. La conferenza rappresenta inoltre l’occasione per presentare ufficialmente il master sul Carbon Farming dell’Università della Tuscia, nuovo percorso formativo dedicato alla costruzione di competenze avanzate in un ambito professionale emergente, con iscrizioni aperte fino al 2 marzo.
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