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Misure per la famiglia, dai bonus all’Isee rivisto: cosa cambia davvero nel 2026


di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

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La manovra 2026 rafforza i bonus, rivaluta l’assegno unico e introduce un Isee più favorevole per chi ha figli, ma secondo Bankitalia l’impatto resta limitato

La Manovra 2026 dedica alla famiglia un capitolo ampio e articolato, ma secondo associazioni ed economisti il risultato rischia di essere più una somma di interventi puntuali che un disegno organico e strutturale capace di incidere davvero sui redditi e sulla natalità. Le risorse non mancano — circa 33 miliardi di euro complessivi — ma il giudizio resta prudente: si rafforzano strumenti già esistenti e si moltiplicano i bonus, mentre continuano a mancare politiche di lungo periodo sui servizi, sul lavoro stabile e sul costo della vita. 

Secondo la Banca d’Italia, l’impianto complessivo della legge di Bilancio continua a privilegiare interventi frammentati e temporanei, con un impatto limitato sulla redistribuzione del reddito e sulla capacità di sostenere in modo duraturo i nuclei con figli. Una valutazione che si riflette anche nelle critiche del Forum delle Associazioni Familiari che ha parlato di segnali positivi, soprattutto sul fronte dell’Isee, ma ha sottolineato come l’impatto complessivo rischi di restare limitato rispetto alle difficoltà strutturali delle famiglie con figli.




















































L’assegno unico universale

Il perno del sistema resta l’Assegno unico universale, che nel 2026 continuerà ad assorbire la quota più rilevante delle risorse. La misura beneficia di un doppio intervento: da un lato la rivalutazione automatica degli importi, che aumentano dell’1,4% per effetto dell’adeguamento al costo della vita; dall’altro l’impatto della riforma dell’Isee, che rende l’indicatore più favorevole per molti nuclei con figli, spostandoli verso fasce di beneficio più alte. Secondo gli ultimi dati dell’Inps, nel 2025 l’importo medio era intorno ai 173 euro per figlio; dal gennaio 2026 salirà insieme alle soglie e alle maggiorazioni, con una spesa complessiva che potrebbe avvicinarsi o superare i 20 miliardi di euro. 

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La riforma dell’Isee

Proprio la riforma dell’Isee rappresenta la novità più incisiva della Manovra. Il nuovo meccanismo di calcolo, applicato a cinque prestazioni chiave — assegno unico, bonus nido, bonus nuovi nati, assegno di inclusione e supporto alla formazione e al lavoro — introduce correttivi mirati per i nuclei con figli. Aumenta in modo significativo la franchigia sulla prima casa e viene rafforzata la scala di equivalenza, premiando per la prima volta anche le coppie con due figli. L’effetto pratico è un abbassamento dell’indicatore per molte famiglie, che potranno così accedere a importi più alti o a prestazioni prima escluse. Secondo le relazioni tecniche, per coprire le ricadute della riforma sono stati stanziati quasi 490 milioni di euro aggiuntivi, in gran parte destinati proprio all’assegno unico.

Bonus nido e nuovi nati

La revisione dell’Isee si riflette anche su altri strumenti già esistenti. Il bonus nido e il contributo per i nuovi nati non cambiano nella struttura, ma diventano più accessibili o più generosi grazie all’indicatore rivisto, rafforzando il sostegno alle spese della prima infanzia, dagli asili ai primi costi legati alla nascita di un figlio. Il contributo economico per la frequenza degli asili nido dei bambini fino a 3 anni è di 3 mila euro con Isee minorenni fino a 25 mila, 2.500 euro con Isee da 25.001 fino a 40 mila euro, 1.500 euro con Isee superiore a 40 mila euro. Per richiederlo bisogna inviare l’apposita domanda all’Inps

Bonus mamme lavoratrici

Sul fronte del lavoro e della conciliazione, la Manovra interviene con il potenziamento del cosiddetto bonus mamme. Il contributo mensile per le lavoratrici con almeno due figli sale da 40 a 60 euro e si affianca, anche nel 2026, alla decontribuzione già prevista per chi ne ha tre o più. È un intervento che mira a sostenere il reddito delle madri occupate, ma che per molti osservatori resta limitato nell’importo e nel perimetro, soprattutto se confrontato con il costo dei servizi di cura e con le difficoltà di conciliazione che spingono molte donne a ridurre o interrompere l’attività lavorativa.
Per richiederlo è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) e un’attestazione Isee valida.

Congedo parentale

Sempre in chiave di conciliazione viene esteso il congedo parentale: dal 2026 l’età del figlio entro la quale i genitori possono usufruirne sale da 12 a 14 anni. La misura intercetta una fase spesso critica per le famiglie, quella dell’ingresso nell’adolescenza e della scuola secondaria, riconoscendo che le esigenze di cura non si esauriscono con la prima infanzia. L’impatto finanziario resta però contenuto, con una spesa stimata di poco superiore ai 14 milioni di euro.

La carta «Dedicata a te» e i bonus bolette

Accanto ai trasferimenti diretti, la Manovra rafforza gli strumenti di sostegno ai consumi essenziali. Viene rifinanziata la carta «Dedicata a te» per gli acquisti alimentari, con 500 milioni di euro l’anno per il biennio 2026-2027, destinata ai nuclei a basso reddito. Proseguono inoltre i bonus su luce, gas e acqua, che secondo le stime dell’Arera potrebbero garantire complessivamente oltre 2 miliardi di euro di aiuti alle famiglie in difficoltà.

Bonus Tari

A questo pacchetto si aggiunge una novità attesa da tempo: il debutto del bonus Tari. Dal 2026 scatterà uno sconto automatico del 25% sulla tassa rifiuti per i nuclei con Isee basso, che potrà raggiungere fino a quattro milioni di famiglie. La riduzione verrà applicata sulla Tari 2025, alleggerendo una delle voci di spesa fissa che pesano di più sui bilanci dei redditi fragili.

I bonus per gli studenti

Completano il quadro alcune misure ancora in fase di attuazione, come il voucher per gli studenti delle scuole paritarie e il contributo comunale per l’acquisto dei libri scolastici, pensate per sostenere le spese educative, soprattutto nei nuclei con più figli.

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