In questa settimana sono accadute tante cose importanti per decifrare il futuro, la più difficile da giudicare è il via libera di Trump alla vendita di microchip Nvidia H200 alla Cina, previo pagamento al Tesoro Usa di una tassa del 25%.
I giudizi sono divisi, un editoriale del Wall Street Journal condanna la mossa come un cedimento alla Cina senza contropartite. Un esperto del settore, Patrick Moorhead intervistato dalla Cnbc, al contrario approva questa decisione. Secondo lui: 1) si tratta di microchip non tra i più avanzati; 2) riprendere le esportazioni allenta la pressione sulle aziende cinesi perché raggiungano l’autosufficienza in questo settore e quindi tende a prolungare la loro dipendenza dagli Usa; 3) più i cinesi continuano a comprare microchip americani più si consolida il ruolo di questi ultimi come standard globali, a differenza dell’errore che fu fatto regalando a Huawei nelle telecom 5G una supremazia globale. Il tema è complicato e mi riprometto di tornarci. In Europa se ne parla poco, visto che il Vecchio continente si è tagliato fuori dalla gara sulle tecnologie avanzate e assiste da spettatore alla competizione Usa-Cina.
In Europa continuano invece le reazioni al documento sulla strategia nazionale di sicurezza dell’Amministrazione Trump. E già questo serve a sottolineare l’asimmetria del rapporto transatlantico: se l’Europa avesse prodotto un documento analogo sull’America, sia pure infarcito di giudizi pesanti e magari offensivi, avrebbe avuto un impatto e una risonanza infinitamente minori.
Il tasso di emotività sui media non aiuta a capire e a situare questo documento nel suo contesto storico. Una mia lettura favorita in questo periodo è «Deterring Armageddon – A Biography of Nato» del giornalista inglese Peter Apps, esperto militare (di questo libro è appena uscita la traduzione italiana, «Contro la fine del mondo», edizioni Luiss: lo raccomando).
Questa monumentale ricostruzione della storia dell’Alleanza Atlantica aiuta a ricordare tantissime cose importanti fra cui: 1) contrariamente a quel che racconta una tenace leggenda antiamericana, la Nato non fu imposta da Washington agli europei bensì fu voluta dagli europei, spesso superando resistenze e ostilità che affondavano le radici nell’isolazionismo Usa; 2) nei quasi 80 anni della sua esistenza la Nato è passata da una crisi esistenziale all’altra, le profezie della sua dissoluzione sono state frequenti (fra le crisi che dovevano essere «terminali e mortali»: Berlino, Cuba); 3) un presidente progressista come John Kennedy oscillava tra il disprezzo verso la Nato ritenuta irrilevante (crisi dei missili di Cuba 1962) e il risentimento verso degli europei pieni di pretese (De Gaulle) ma incapaci di difendersi da soli.
Uno dei giudizi più lucidi che ho sentito in questi giorni sul documento NSS lo ha pronunciato un’esperta tedesca di geopolitica che lavora presso il Council on Foreign Relations, Liana Fix: «I leader di governo europei sono stati ben più cauti rispetto ai loro media. L’opinione pubblica europea può essere arrabbiata per quel documento, ma i governanti sanno che c’è una dipendenza esistenziale dell’Europa dagli Stati Uniti. In questa situazione non hanno i mezzi per opporsi all’America».
Per darvi un quadro esauriente delle reazioni suscitate dal documento NSS nel mondo intero, vi propongo qui sotto i pareri di diversi esperti raccolti in varie capitali da un altro think tank che stimo: il German Marshall Fund. Sono schede brevi, con i nomi degli autori. Il ventaglio è ampio e interessante. Almeno qui, la lucidità prevale sull’emotività, sull’amor proprio offeso, sulle reazioni permalose.
UNA NUOVA BASE PER LA COOPERAZIONE di Alexandra de Hoop Scheffer da Washington
Per l’Europa, il messaggio è diretto: assumersi molte più responsabilità per la propria sicurezza, affrontare gli squilibri commerciali e industriali percepiti, e prepararsi a un ruolo statunitense più limitato e più condizionale nella difesa europea. La NSS riafferma il sostegno degli Stati Uniti alla Nato e alla sicurezza collettiva, ma lega esplicitamente tale sostegno al «passo avanti» europeo. Il risultato sarà un’accelerazione dello spostamento dal burden-sharing (condivisione degli oneri) al burden-shifting (spostamenti degli oneri), pressando gli europei a investire più seriamente nelle capacità di difesa.
Sebbene la NSS rischi di ampliare i divari politici e normativi attraverso l’Atlantico, pone anche le basi per una cooperazione più pragmatica, seppur più circoscritta. Mira a garantire forniture di minerali critici, rafforzare le catene di semiconduttori e delle tecnologie di uso duale (civile-militare), approfondire la cooperazione industriale nella difesa, e affrontare la sovraccapacità cinese: ambiti nei quali gli interessi di Stati Uniti ed Europa coincidono sempre più. In definitiva, la NSS segnala una nuova era nelle relazioni transatlantiche. Il futuro dell’agenda transatlantica implica che:
* i governi europei devono garantire investimenti nella difesa e dimostrare un impegno credibile al burden-sharing se vogliono mantenere l’impegno statunitense;
* la produzione di tecnologie duali, la resilienza delle catene di fornitura e i settori tecnologici in vario modo collegati alla difesa diventano aree strategiche da monitorare per aziende e investitori, e potenziali progetti congiunti transatlantici;
* ci saranno frizioni sotto forma di dispute commerciali, dazi, politiche di reindustrializzazione, ma potranno offrire opportunità di cooperazione quando vi siano interessi economici o di sicurezza comuni.
STATI UNITI — OPPORTUNITÀ MIRATE DI COOPERAZIONE TRANSATLANTICA di Daniel Kliman da Washington
La NSS cristallizza elementi essenziali dell’approccio della Casa Bianca al mondo: un focus sul trasferimento degli oneri a alleati e partner, una propensione a risolvere i conflitti per limitare i rischi di escalation, una revisione delle relazioni economiche internazionali per promuovere la prosperità interna, e una diffidenza verso le istituzioni multilaterali. Allo stesso tempo, la NSS chiarisce che la Cina rimane un rivale degli Stati Uniti. Gli europei possono obiettare ad alcune parti della strategia, ma il documento offre diverse opportunità di cooperazione che dovrebbero risuonare a Bruxelles e nelle capitali europee.
Tra queste: uno sforzo globale per offrire alternative alle infrastrutture fisiche e digitali cinesi, e il contrasto alla “sovraccapacità mercantilista”, un riferimento indiretto alle esportazioni tecnologiche della Cina. Visti gli attuali attriti transatlantici, Stati Uniti ed Europa devono cogliere queste occasioni di collaborazione nel prossimo anno.
GERMANIA — SCOSSA, MA NON SORPRESA di Claudia Major da Berlino
Per la Germania, la NSS conferma ciò che Trump dice e fa fin dal suo insediamento. Tuttavia, Berlino è preoccupata del fatto che tali posizioni siano ora ufficialmente sancite in una dottrina statunitense. I messaggi fondamentali della NSS contraddicono convinzioni tedesche profondamente radicate in una partnership transatlantica basata su valori, interessi e visione del mondo condivisi. Berlino disapprova molti elementi della strategia, comprese le posizioni culturali-ideologiche che criticano l’Europa per l’assenza di libertà di parola e per le sue politiche migratorie.
Anche la debole critica alla Russia è motivo di disaccordo. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadepuhl ha risposto sottolineando che Berlino non ha bisogno di consigli esterni sulla libertà di espressione. Ma ha anche ricordato che gli Stati Uniti restano il più importante alleato della Germania nella NATO. Questo riflette l’esigenza del Paese, malgrado le critiche, di mantenere la relazione transatlantica. Berlino resta dipendente da Washington, soprattutto per quanto riguarda sicurezza e difesa.
REGNO UNITO — CONCENTRATO SUI RISULTATI di Georgina Wright da Londra
La NSS statunitense conferma la valutazione londinese della politica estera di Donald Trump: gli Stati Uniti sono focalizzati strettamente sui propri interessi e si aspettano che il Regno Unito assuma una maggiore leadership in Europa, piuttosto che nell’Indo-Pacifico. Ciononostante, l’Indo-Pacifico rimarrà vitale per Londra, e la partnership di sicurezza AUKUS resterà una colonna portante dell’impegno britannico con Washington.
Nel frattempo, il Regno Unito sta rafforzando la sua leadership in Europa investendo strategicamente nell’Alto Nord e nell’Artico, ribadendo il suo impegno incrollabile verso l’Ucraina. Parallelamente, Londra tenta di sfruttare la sua posizione fuori dall’UE ma dentro l’Europa per attrarre investimenti tecnologici statunitensi, divergendo moderatamente dagli standard europei sull’intelligenza artificiale e sulla tecnologia. L’obiettivo è evitare di rimanere intrappolata nelle dispute regolatorie tra USA e UE, proteggendo al contempo le prospettive di un riavvicinamento UE-UK.
FRANCIA — CONFERMA STRATEGICA di Martin Quencez da Parigi
A livello strategico, la Francia si sente confermata nelle sue posizioni: la NSS enfatizza la necessità che gli alleati americani si assumano maggiori responsabilità di sicurezza e va verso una definizione più ristretta degli interessi nazionali statunitensi. A livello politico, però, la leadership francese vedrà la strategia come una sfida diretta ai propri principi fondamentali. La sua critica all’UE—descritta nel testo come un progetto che sopprime la libertà politica, ostacola l’innovazione e alimenta il declino della civiltà europea—va contro l’intera visione politica di Emmanuel Macron. Inoltre, l’obiettivo dichiarato di «coltivare resistenza alla traiettoria attuale dell’Europa all’interno delle nazioni europee» sembra un invito a interferire a favore degli oppositori politici di Macron. Si rafforzerà la convinzione francese che la cooperazione con gli Stati Uniti debba basarsi su interessi reciproci chiaramente definiti, piuttosto che su un’improbabile partnership basata sui valori con l’amministrazione Trump.
POLONIA — UNO SGUARDO PIÙ DIFFIDENTE VERSO EST di Philip Bednarczyk da Varsavia
La Polonia interpreta la NSS come una continuazione, ora più chiaramente definita, di ciò che già sospettava. Con la guerra brutale della Russia contro l’Ucraina ancora in corso, il documento è un freddo promemoria di due cose: la prima è che l’amministrazione Trump non considera Mosca una minaccia, ma un potenziale partner economico con cui perseguire stabilità strategica; la seconda è che, per la Casa Bianca, il principale pericolo per l’Europa proviene dall’interno: società in decomposizione e democrazie distorte. La Polonia rimane un alleato transatlantico leale ma inquieto per l’attuale traiettoria del pensiero strategico americano. Varsavia si prepara dunque a diversificare le proprie opzioni. Il linguaggio della NSS presenta sorprendenti paralleli con il discorso di Trump a Varsavia del luglio 2017, in cui difese i valori condivisi della civiltà occidentale. Allora fu interpretato come un impegno verso la Nato e i valori comuni. Otto anni dopo, Polonia e altri Paesi dell’Europa centrale osservano con ansia ogni possibile cambiamento nella presenza militare statunitense, aggrappandosi alla speranza che quei «boots on the ground» possano alleviare il timore di una brusca svolta isolazionista. Tuttavia, la NSS rappresenta un chiaro passo indietro rispetto all’unità di fronte all’aggressione russa, lasciando gli alleati più vicini al conflitto a chiedersi come navigare di fronte all’ammorbidimento della posizione di Washington verso Mosca, la cui leadership non ha nulla in comune con i valori democratici occidentali.
INDO-PACIFICO — UN INTERESSE ANCORA VITALE di Bonnie Glaser da Washington
La NSS sottolinea l’importanza economica e strategica dell’Indo-Pacifico per Washington. Il documento afferma che mantenere la regione «libera e aperta», preservare la libertà di navigazione e mantenere catene di approvvigionamento affidabili rientrano tra gli interessi «fondamentali e vitali» degli Stati Uniti. Prevenire la guerra nell’Indo-Pacifico è un obiettivo americano centrale, soprattutto nello Stretto di Taiwan, e la deterrenza del conflitto è strettamente collegata alle azioni economiche statunitensi. La NSS sostiene che un equilibrio militare convenzionale favorevole è «essenziale» alla competizione strategica nella regione, ma evita di indicare esplicitamente la crescente minaccia rappresentata dalla Cina—sia con le sue capacità convenzionali e nucleari, sia in quelle spaziali e cyber. Tra i fattori considerati necessari per prevenire la guerra:
* il rinnovamento della base industriale della difesa USA,
* un maggiore investimento militare americano e degli alleati,
* vincere la competizione economica e tecnologica nel lungo periodo.
ECONOMIA — “AMORE SEVERO” PER L’EUROPA di Penny Naas, Washington
La nuova NSS chiarisce che la forza economica è sicurezza nazionale. «America First» significa riportare in patria le industrie critiche, mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento e proteggere i posti di lavoro americani. Dazi, accordi commerciali e difesa dell’innovazione statunitense sono gli strumenti principali, mentre gli alleati vengono invitati ad aprire ulteriormente i loro mercati. L’Europa riceve una dose di «tough love» (l’amore severo degli educatori nei tempi antichi): deve riformarsi rapidamente, comprare americano e abbracciare la deregolamentazione, altrimenti rischia di essere lasciata indietro in un mondo che cambia rapidamente guidato dall’intelligenza artificiale. La verità, seppur dura, potrebbe spingere l’Europa ad accelerare le riforme economiche e a rafforzare le sue alleanze con altri partner degli Stati Uniti che affrontano lo stesso trattamento.
TECNOLOGIA — UN’ESPORTAZIONE DI INFLUENZA GLOBALE STATUNITENSE? di Lindsay Gorman, Washington
L’amministrazione Trump vede la tecnologia come elemento centrale della competizione tra grandi potenze, a sostegno dell’economia e della forza militare degli Stati Uniti. In questo, il documento riecheggia le amministrazioni precedenti e un consenso bipartisan di Washington. La nuova NSS, tuttavia, restringe il campo d’azione della tecnologia come leva di influenza. Il documento identifica le vendite hi-tech, insieme agli acquisti di difesa, come strumenti di politica estera transazionale, incentivi volti a spostare l’equilibrio dell’influenza globale a favore degli Stati Uniti, garantendo al contempo che l’innovazione americana in AI, biotecnologia e tecnologie quantistiche—sostenuta da standard statunitensi—plasmi il mondo. Laddove sia possibile la collaborazione tecnologica con l’Europa, la NSS si concentra soprattutto sul contrasto a spionaggio informatico e furto di proprietà intellettuale, e sulla promozione della deregolamentazione come fattore essenziale. Per sostenere la leadership tecnologica americana a sostegno degli obiettivi di politica estera, la strategia enfatizza la ricerca di base e l’uso duale civile-militare in IA, quantistica, sistemi autonomi, capacità spaziali e sottomarine, tecnologia nucleare.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link
