Se sei un imprenditore o un’imprenditrice italiana, conosci bene le difficoltà di avere un’azienda in Italia. La passione per il tuo lavoro si scontra quotidianamente con una dura realtà: una burocrazia opprimente, scadenze continue e una pressione fiscale che, secondo gli ultimi dati ISTAT, ha superato la soglia psicologica ed economica del 50%.
La verità è che non puoi decidere di non pagare le tasse. Però, puoi decidere di pagarne il giusto (e spesso è meno di quello che pensi) e di gestire la tua azienda in modo che quei costi non soffochino la tua crescita, grazie al controllo di gestione della tua PMI.
Oltre il “saper fare”, la necessità di un nuova gestione imprenditoriale
Il problema reale è che la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane eccelle nel “saper fare”, che sia produrre un componente meccanico, offrire un servizio o gestire un cantiere. Tuttavia c’è una forte carenza nella gestione imprenditoriale strategica.
Perché? Semplicemente perché nessuno te l’ha mai insegnato. Probabilmente, anche tu hai aperto la partita IVA e ti sei buttato nella mischia, imparando sul campo. Ma oggi, con un mercato sempre più complesso, l’istinto non basta più. E non è solo una questione di competitività: è una questione di responsabilità legale.
Forse non lo sai, ma il Codice della Crisi d’Impresa ha introdotto una novità fondamentale. La norma di riferimento è l’art. 2086 del Codice Civile, che obbliga l’imprenditore (che operi in forma societaria o collettiva) a dotarsi di “adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili”.
Cosa significa in parole povere? Che la legge ti impone di avere degli strumenti in grado di rilevare in anticipo i segnali di crisi. Non puoi più dire “non lo sapevo”. Devi avere un sistema che ti avverta se stai andando a sbattere.
Ecco perché il controllo di gestione della tua PMI non è un lusso per poche grandi aziende, ma l’investimento indispensabile per rispettare la legge, proteggere il tuo patrimonio e smettere di subire la gestione per iniziare finalmente a guidarla.
Il paradosso dell’imprenditore italiano: artigiano o manager?
Guardiamo in faccia la realtà. La maggioranza delle piccole e medie imprese in Italia è a conduzione familiare. La governance è spesso poco formalizzata: prevalgono decisioni rapide, prese di pancia tra i corridoi o a cena, senza una vera pianificazione basata sui dati.
Questo modello ha fatto la fortuna del Made in Italy, ma oggi mostra i suoi limiti. Spesso, il fisco non distingue tra una multinazionale e una piccola azienda: applica le stesse regole complesse e gli stessi oneri, penalizzando chi ha meno struttura per assorbirli. Le difficoltà principali che affronti ogni giorno sono note:
- burocrazia complessa: procedure infinite che rubano tempo al lavoro vero;
- accesso al credito difficile: le banche chiedono numeri e garanzie che le microimprese faticano a presentare in modo ordinato;
- competitività: le realtà estere, più snelle e strutturate, corrono più veloci.
In questo scenario, gestire l’azienda a vista è pericolosissimo. La gestione della PMI richiede un salto di qualità. Non devi smettere di essere un artigiano del tuo prodotto, ma devi diventare anche un manager dei tuoi numeri.
Cos’è il controllo di gestione e perché non è solo per le multinazionali
C’è un falso mito da sfatare: molti pensano che un sistema di controllo di gestione sia “roba da grandi aziende”, qualcosa di costoso e inutile per chi fattura meno di 10 milioni di euro. Nulla di più sbagliato.
Anzi, è vero il contrario: una grande azienda ha le spalle larghe per assorbire un errore di valutazione. Una piccola e media impresa, con margini più risicati, rischia di chiudere per un errore di prezzo o una crisi di liquidità non prevista.
Ma qual è il significato del controllo di gestione in parole povere? È il navigatore satellitare della tua impresa. È l’insieme di strumenti che ti permette di sapere esattamente dove ti trovi, a che velocità stai andando e se hai abbastanza carburante (soldi) per arrivare a destinazione.
“La mia azienda va bene”: perché la consulenza serve anche a te
Spesso sentiamo dire: “Perché dovrei chiamare un consulente? La mia azienda fattura, va tutto bene”. Questo è un pregiudizio pericoloso. È come dire che vai dal medico o in palestra solo quando sei gravemente malato.
Il monitoraggio aziendale non serve solo a salvare chi sta affondando, ma serve soprattutto a chi sta bene per stare meglio e continuare a crescere.
Un buon modello di controllo di gestione ti permette di:
- aumentare l’utile a parità di fatturato: spesso i soldi ci sono, ma sono nascosti tra le pieghe di inefficienze che non vedi;
- fare meno fatica: gestire tutto in emergenza genera stress. Pianificare ti restituisce tempo di qualità;
- ridurre gli sprechi occulti: senza un controllo dei costi aziendali puntuale, non ti accorgi di quanti soldi stai buttando in servizi inutili, forniture fuori prezzo o processi lenti;
- prevenire le crisi: molte aziende falliscono per mancanza di cassa, non per mancanza di fatturato. Il controllo ti avvisa mesi prima se stai andando incontro a un muro.
La consulenza strategica, come quella di For Freedom, serve a ottimizzare, a darti quella marcia in più che ti permette di competere ad armi pari con aziende più strutturate.
Due esempi pratici: il macchinario e il preventivo perfetto
Scendiamo nel concreto. Come può il controllo di gestione piccole imprese salvarti il portafoglio? Vediamo due situazioni classiche di come si possano ottimizzare e ridurre i costi aziendali.
L’acquisto del nuovo macchinario: quando conviene?
Immagina di voler comprare un nuovo macchinario da 100.000 euro per aumentare la produzione. Hai i soldi sul conto, quindi pensi: “Posso farlo”. Lo compri a febbraio. Senza una gestione dei costi e dei flussi finanziari (cash flow), però, non hai calcolato che a giugno avrai le tasse da pagare e a dicembre le tredicesime.
Ti ritrovi con il macchinario nuovo, ma senza la liquidità per pagare l’IVA o gli stipendi, costretto a chiedere un fido bancario costoso (se te lo danno).
Inoltre, il tempismo è tutto. Un consulente For Freedom ti avrebbe detto che comprarlo a fine anno, magari sfruttando un credito d’imposta specifico o un ammortamento accelerato, avrebbe trasformato quell’acquisto in un vantaggio fiscale enorme.
Il controllo di gestione non ti dice solo se puoi spendere, ma quando e come farlo per massimizzare il risultato.
Il preventivo a spanne che ti fa perdere guadagni
Un cliente ti chiede un lavoro. Tu fai un calcolo veloce dei materiali, delle ore, e poi metti il 30% di ricarico. Pensi di guadagnare bene. Sei sicuro? Hai considerato i costi fissi della struttura (affitto, luce, software, commercialista)? Hai considerato l’ammortamento delle attrezzature? Hai considerato le tasse che pagherai su quell’utile teorico?
Spesso, senza un’accurata analisi dei costi del prodotto e senza conoscere il controllo di gestione e il margine di contribuzione, le aziende lavorano in perdita senza saperlo. Fatturano, lavorano tantissimo, ma a fine anno il conto è vuoto.
Capire cosa sono i costi di gestione e come ribaltarli correttamente sul prezzo di vendita è l’unico modo per garantire che ogni preventivo generi ricchezza reale.
Come fare il controllo di gestione in azienda
Forse ora stai pensando: “Bello, ma io non ho il tempo né le risorse per assumere un controller o creare un ufficio dedicato”. Ed è qui che ti sbagli. Per fare controllo di gestione in azienda e rispondere a quanto stabilito dalla norma sugli Adeguati Assetti Societari (che abbiamo citato prima) non servono strutture faraoniche. È un obiettivo alla portata di tutti.
Tuttavia, ignorarlo non conviene. Avere numeri sempre aggiornati e affidabili è fondamentale perché, senza strumenti per rilevare in tempo la crisi, l’imprenditore rischia responsabilità personali dirette. In parole povere: se non monitori l’azienda come richiede la legge, in caso di difficoltà il tuo patrimonio personale potrebbe non essere al sicuro.
Niente panico, però. Come abbiamo detto, oggi esistono soluzioni semplici e accessibili. Non hai bisogno di un costoso ufficio controllo di gestione interno. Ti basta un partner esterno esperto che ti aiuti nell’implementazione, fornendoti ciò che la legge richiede con costi sostenibili per una PMI.
Il metodo For Freedom: consulenza, Indy e corsi gratuiti per imprenditori
Il metodo For Freedom va oltre la semplice consulenza una tantum: ti proponiamo un vero e proprio percorso annuale di consulenza strategica. Non sarai mai solo, perché avrai a disposizione un team multidisciplinare che copre ogni aspetto della vita aziendale: non solo l’esperto di controllo di gestione, ma anche il fiscalista e l’avvocato.
Inoltre, mettiamo a tua disposizione Indy, il nostro software per il controllo di gestione che si collega ai tuoi dati e ti restituisce informazioni chiare in tempo reale. Il nostro consulente ti affianca e ti insegna a usarlo direttamente in azienda.
L’obiettivo è renderti indipendente: devi essere tu, imprenditore, a capire come sta andando la tua azienda, non dipendere ciecamente da altri.
Crediamo così tanto nella formazione e nella cultura d’impresa che organizziamo regolarmente anche dei corsi gratuiti per imprenditori e imprenditrici, per permetterti di avvicinarti a questi temi senza barriere.
La consulenza è l’investimento migliore per il futuro del tuo business
Torniamo all’esempio del macchinario. Un imprenditore non esita a spendere decine di migliaia di euro per un tornio o un furgone nuovo, perché vede il ritorno immediato sull’operatività. Eppure, esita a spendere per una consulenza di controllo gestione aziendale. È un errore di prospettiva.
La consulenza è l’investimento che ti permette di far fruttare tutti gli altri. È lo strumento di lavoro che produce decisioni migliori, meno tasse (legalmente), più liquidità e più serenità.
Le attività di controllo della gestione sono ciò che trasforma un’attività artigianale rischiosa in un’azienda solida e scalabile. Non aspettare che i problemi diventino ingestibili.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link
