(AGENPARL) – Roma, 5 Novembre 2025
(AGENPARL) – Wed 05 November 2025 PROGRAMMA DI LEGISLATURA
2025 – 2030
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Sostenibilità e resilienza:
i temi cardine per la valorizzazione delle nostre specificità
I temi cardine che, nei prossimi cinque anni, guideranno la nostra
azione politico-amministrativa sono trasversalmente la sostenibilità
e la resilienza, declinate in ogni ambito del vivere quotidiano della
nostra comunità, nel continuo confronto con le sfide globali: il
cambiamento climatico, la crisi demografica, le transizioni digitali ed
ecologiche. Una sostenibilità, vista come grande opportunità di
crescita, che possa interessare lo sviluppo economico e le politiche
per il lavoro, la tutela del territorio e la sua accessibilità in sicurezza,
i servizi alla persona, l’equità sociale, il benessere della comunità e la
qualità della vita dei valdostani.
Per affrontare seriamente tali tematiche è necessario, però, sempre
tenere in considerazione le specificità del nostro territorio e le nostre
peculiarità culturali che devono guidare le scelte politiche ed
amministrative.
Il percorso verso questa sostenibilità trasversale deve, infatti,
necessariamente prendere avvio da un’azione forte volta a
salvaguardare le nostre prerogative, riconosciute dallo Statuto
speciale, che si fondano proprio sulle particolarità del nostro
contesto territoriale: un’inestimabile ricchezza materiale, ma anche
immateriale, linguistica e culturale da preservare e da valorizzare.
La nostra Autonomia deve così essere interpretata concretamente in
una visione dinamica, con l’esercizio deciso delle nostre competenze
e la difesa della nostra identità, affinché possa essere rinvigorito lo
spirito di orgoglio e di appartenenza alla comunità, negli anni un po’
venuto meno. Necessario a tal fine sarà consolidare il confronto
trasparente e leale con il Governo nazionale.
Ciò vale per quanto riguarda la riforma dello Statuto Speciale: a tal
proposito sarà fondamentale lavorare affinché lo Stato riconosca il
principio dell’intesa, per poi affrontare la tematica della riforma dello
Statuto, a piena garanzia delle nostre prerogative e procedere così ad
una sua revisione e ad un suo ammodernamento, con il necessario
pieno sostegno del Consiglio regionale.
Altrettanto importante sarà affrontare un serio rilancio dello
strumento delle norme di attuazione dello Statuto. Le energie da
investire in questa tematica dovranno essere costanti e puntuali,
dando priorità ai dossiers già oggetto di esame da parte della
Commissione paritetica, tra i quali rivestono particolare rilevanza lo
schema di decreto legislativo in materia di concessioni di derivazione
d’acqua, sul quale il Consiglio regionale ha già espresso parere
positivo, così come le norme di attuazione riguardanti il trattamento
pensionistico e previdenziale del personale del Corpo valdostano dei
vigili del fuoco e del Corpo forestale della Valle d’Aosta, in un’ottica
di equiparazione con i Corpi statali.
Un’attenzione particolare dovrà, poi, essere riservata al dossier
relativo al percorso per l’istituzione di Zone Franche Montane e di
Zone Produttive Speciali all’interno del territorio regionale, così
come delineato dalla proposta elaborata e trasmessa alla
Commissione paritetica e oggetto, altresì, di una proposta di legge
statale.
Ciò nell’ambito di un contesto economico in evoluzione, al fine di
creare le condizioni ed i presupposti necessari per poter cogliere
nuove opportunità di sviluppo e di crescita, coniugando i temi della
fiscalità di vantaggio e delle agevolazioni all’insediamento nelle zone
montane – capaci di sostenere imprese e famiglie, ridurre i costi legati
agli svantaggi strutturali delle zone di montagna, favorire
l’occupazione e contrastare lo spopolamento – con quelli connessi ai
cambiamenti climatici ed alla crescita dell’innovazione e della
competitività dell’intero Sistema Valle d’Aosta.
Tale sfida ambiziosa dev’essere colta, oltre che per sostenere lo
sviluppo occupazionale e la crescita imprenditoriale, anche per
agevolare il ripopolamento e la vitalità delle aree più svantaggiate.
Tutto ciò, unitamente ad altre iniziative, dovrà tradursi, dunque, in
nuove opportunità per contrastare il decremento demografico e lo
spopolamento della montagna, in un’ottica di piena sostenibilità e di
antropizzazione equilibrata e senza eccessi.
Il sera donc crucial d’œuvrer afin que les « Terres hautes »
continuent d’être habitées et valorisées en tant que lieux de vie et de
travail et pour que les services essentiels, ainsi que les opportunités
qui permettent d’y rester ou d’y revenir, notamment après des
expériences vécues en d’autres lieux, soient garantis à leurs habitants.
À ce propos et à ces fins, il est important de mettre également en
évidence la nécessité de souligner avec force la particularité de notre
identité de montagne, surtout dans le domaine agricole, à travers la
défense de ce qui constitue le premier bastion du territoire de
montagne et qui protège le paysage autant que sa biodiversité, mais
aussi à travers la défense de la PAC et des Politiques de cohésion, le
maintien des ressources destinées au secteur agricole, spécialement
en faveur des zones désavantagées, des territoires les plus fragiles et
des petites ou moyennes entreprises qui caractérisent notre milieu
alpin, et ce, en choisissant de sauvegarder nos particularités et en
prenant des décisions autonomes qui relèvent de la compétence de
la Région et non pas du gouvernement central.
Il sera fondamental de poursuivre, principalement pour traiter
d’autres dossiers de prime importance, le dialogue soutenu avec les
décideurs nationaux, notamment dans le cadre des initiatives
communes avec les pays qui nous sont proches, par le biais de la
coopération transfrontalière qui a d’ailleurs été récemment renforcée
par la signature d’accords avec les départements français de la Savoie
et de la Haute-Savoie.
L’intensification desdites relations devra impérativement prévoir la
participation des autorités et des gouvernements centraux pour
traiter les dossiers les plus importants, comme ceux de la
modernisation et du développement du Tunnel du Mont-Blanc et
du Tunnel du Grand-Saint-Bernard.
Il sera également essentiel de savoir saisir les opportunités que nous
offre le Traité franco-italien, c’est-à-dire le Traité du Quirinal, pour
affirmer la centralité internationale de notre région, particulièrement
dans le secteur linguistique au sein des zones francophones.
Par ailleurs, il faudra continuer de soutenir la participation de la
Vallée d’Aoste aux réseaux, aux associations et aux assemblées de la
Francophonie, entendue comme valeur ajoutée pour notre région et
ses institutions, de même qu’il faudra travailler pour obtenir une
présence plus incisive au sein de l’Organisation Internationale de la
Francophonie (OIF).
En effet, il est de notre devoir de sauvegarder et de valoriser le
plurilinguisme de la Vallée d’Aoste : garantir aux Valdôtains une
pleine maîtrise linguistique signifie transmettre la culture et ouvrir
notre région au reste du monde.
Il sera nécessaire de reprendre les contacts avec les Autorités
compétentes afin d’arriver à une diffusion étendue des chaînes de
télévision francophones, en sollicitant également la télévision
publique pour qu’elle renforce les communications en langue
française, ainsi qu’en patois.
C’est justement pour soutenir toutes ces actions et valoriser notre
particularisme à l’échelon supranational qu’il s’avère également
indispensable de lancer une confrontation politique, afin que les
règles qui permettent à un représentant valdôtain d’accéder au
Parlement européen puissent être définies.
Enfin, d’un point de vue institutionnel, il faudra évaluer
l’introduction d’une réforme électorale en mesure de favoriser la
stabilité dans le contexte régional et d’assurer une action
gouvernementale plus incisive, et ce, en étudiant aussi des solutions,
à l’échelon local, susceptibles d’encourager la participation
populaire.
Sviluppo economico:
dinamicità, competitività ed attrattività
La priorità di questo Governo sarà quella di garantire uno sviluppo
economico solido e duraturo, capace di creare occupazione stabile e
di qualità.
L’economia valdostana ha mostrato in questi anni, pur nelle
difficoltà che abbiamo attraversato, una buona capacità di ripresa e
un profondo senso di resilienza: si tratta ora di trasformare le sfide
globali in opportunità concrete per le imprese e per le lavoratrici e i
lavoratori valdostani.
Occorrerà proseguire il percorso volto a creare i presupposti, da una
parte, per lo sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale, anche mediante
un decisivo sostegno e la creazione di motori di sviluppo locale, e,
dall’altra, per accrescere l’attrattività nei confronti dei lavoratori
affinché possano trovare opportunità adeguate da cogliere.
Sarà necessario a tal fine rendere il nostro territorio un laboratorio
innovativo che possa creare attrazione ed interesse per i lavoratori,
in particolar modo per le nuove generazioni.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alla realizzazione di
progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, anche
attraverso collaborazioni tra imprese e organismi di ricerca,
potenziando, altresì, i servizi di innovazione a loro rivolti ed avendo
un occhio di riguardo per le start-up innovative, all’interno di un
contesto dove la ricerca riveste sempre maggior importanza.
Continueremo a gestire le nostre due Pépinières d’entreprises l’incubatore di Aosta e l’acceleratore di Pont-Saint-Martin – offrendo
un supporto cruciale nella fase di avvio e crescita dei progetti
innovativi, anche attraverso la collaborazione con il sistema
creditizio ed il sistema delle “Confidi”.
Si lavorerà, inoltre, per il completamento dell’iter per la creazione del
Centro Unificato di Ricerca Scientifica della Valle d’Aosta: un polo
di attrazione per professionalità, anche di ritorno dopo esperienze
avute all’estero, accompagnato, nell’ambito di una prospettiva di più
ampio respiro, da interventi normativi e da misure funzionali a
potenziare le attuali previsioni nazionali in termini di rientro di
professionalità.
Quanto al sostegno agli investimenti si darà continuità al bando
Zona Franca per la ricerca e lo sviluppo e alle misure per la nuova
imprenditoria giovanile e femminile, garantendo il supporto
necessario per gli investimenti produttivi, anche valutando la
definizione di nuovi strumenti finanziari agevolati per favorire la
crescita, la dinamicità e l’apertura ai mercati internazionali delle
nostre imprese.
Verrà poi data concreta attuazione alle linee di indirizzo strategiche
per lo sviluppo industriale della Valle d’Aosta – formulate e
progressivamente implementate con il contributo di Finaosta S.p.A.
– promuovendo, innanzitutto, la costruzione di una rete stabile tra
le imprese e stimolando, altresì, il dialogo tra realtà territoriali di
diverse dimensioni, con l’obiettivo di rafforzare le filiere produttive
e generare nuove opportunità di crescita e di innovazione,
valorizzando anche le aree industriali attualmente non produttive.
Tali prospettive di sviluppo comporteranno il coinvolgimento del
Distretto dell’Energia, che sorgerà nell’ex area Tecdis di Châtillon,
del nuovo centro dell’Istituto Italiano di Tecnologia, aperto ad
Aosta, e degli organismi di ricerca operanti sul territorio regionale,
che convergeranno nel Centro Unificato di ricerca scientifica.
Valorizzeremo, altresì, il ruolo della cooperazione come strumento
strategico per lo sviluppo della Regione e come protagonista di una
nuova fase di crescita che garantisca la dignità del lavoro e promuova
un’economia più equa e sostenibile, rafforzando le alleanze con
diversi attori economici e sociali.
Nell’ottica di una più ampia e rinnovata attrattività dovrà, poi,
sempre trovare più spazio l’artigianato di tradizione, elemento
distintivo del “savoir faire” valdostano, affinché possa essere
valorizzato quale settore di interesse, oltre che durante la tradizionale
Foire o durante le fiere già consolidate, anche nell’ambito di specifici
eventi durante il corso dell’anno finalizzati all’implementazione
dell’offerta turistica; ciò anche al fine di creare una prospettiva di
occupazione professionale per gli artigiani, specialmente per i più
giovani, che possa tramutarsi, anche dopo mirate attività formative,
in un’opportunità occupazionale sostenibile con interessanti
prospettive remunerative.
Un ruolo centrale in tutto ciò sopra illustrato dovrà essere assunto
dalla Chambre Valdôtaine, punto di raccordo tra le politiche
dell’Amministrazione finalizzate allo sviluppo economico e le
necessità delle diverse categorie produttive, che all’interno della
Chambre stessa trovano la sintesi; ciò anche con la creazione di
tavoli dedicati volti ad avvicinare le esigenze e le prospettate
soluzioni, nell’ambito di un continuo dialogo tra il tessuto
economico e il sistema politico-amministrative.
Le politiche per il lavoro: formazione e competenze
Un’economia forte si basa su un mercato del lavoro equo e su
competenze adeguate ed è nostra volontà quella di consolidare e
migliorare i risultati raggiunti in termini occupazionali, puntando
sulla qualità, sulla formazione e sulla sicurezza del lavoro, dando
piena attuazione alle priorità definite dal Piano politiche per il lavoro.
Le azioni di sviluppo economico devono essere accompagnate,
infatti, da particolari iniziative di formazione e di orientamento
indirizzate in modo particolare in favore dei giovani, soprattutto in
particolari contesti operativi, oltre che da attività volte a garantire la
sicurezza sui luoghi di lavoro. Proseguiremo così nel rafforzare le
politiche di formazione continua, con l’obiettivo di aggiornare le
competenze di lavoratrici e lavoratori in linea con le richieste delle
imprese, sempre più orientate a rispondere a un mercato in rapida
evoluzione.
Consolideremo, inoltre, le attività di orientamento già avviate con
specifiche iniziative per facilitare la transizione dalla scuola al lavoro
e assicurare ai nostri giovani le migliori opportunità per costruirsi un
futuro personale e professionale.
Non dovranno essere dimenticate le azioni finalizzate all’inclusione
lavorativa, mediante attività per l’inserimento lavorativo delle
persone con disabilità, promuovendo l’uso delle clausole sociali negli
appalti pubblici e stimolando la responsabilità sociale d’impresa, così
come dovrà essere valutata l’introduzione di puntuali misure e di
specifiche modalità di lavoro al fine della conciliazione famiglialavoro.
Tutti questi obiettivi potranno essere raggiunti anche dando
continuità al percorso attuativo dell’Alleanza per il Lavoro di
Qualità, proseguendo nei principi e nei progetti ispirati dal
documento sottoscritto dal Governo regionale con le parti sociali e
ponendo un’attenzione specifica all’attrattività ed al contrasto del
lavoro irregolare.
Infrastrutture strategiche e mobilità integrata
Per continuare a far crescere la sua competitività e la sua attrattività,
la nostra regione ha bisogno di infrastrutture moderne e di una
mobilità efficiente e sostenibile.
I collegamenti, in particolar modo quelli transfrontalieri, e la
sicurezza della nostra rete viaria sono infatti essenziali per la nostra
economia e per la qualità della vita di tuti i valdostani.
Proseguiremo, dunque, con determinazione le interlocuzioni con il
Governo italiano e con le autorità dei Paesi confinanti, mediante una
rinnovata azione di stimolo, per sostenere fermamente il
potenziamento del Tunnel del Monte Bianco, mediante la
realizzazione di una seconda canna o per il tramite di soluzioni
tecnologiche alternative per aumentare la sicurezza e la fluidità del
traffico, senza aumentare il numero di passaggi.
Allo stesso modo si proseguirà nelle interlocuzioni finalizzate alla
modernizzazione del Tunnel del Gran San Bernardo, con l’obiettivo
di prolungarne la concessione e realizzare gli indispensabili lavori di
ammodernamento.
Per quanto concerne, invece, le vie di collegamento con il Piemonte,
quanto alla Frana di Quincinetto, completato il vallo di
contenimento, sarà fondamentale proseguire il dialogo già in essere
con il Governo italiano e le autorità piemontesi per arrivare in tempi
rapidi alla messa in piena sicurezza dell’area in questione, al fine di
continuare a garantire la piena fruibilità autostradale.
Inoltre, nell’ambito di un confronto con i soggetti competenti, si
lavorerà al fine dell’accelerazione dell’iter per la realizzazione degli
interventi per la demolizione e la ricostruzione del viadotto
Camolesa sulla tratta autostradale Ivrea-Santhià.
Aeroporto: completata la nuova aerostazione, lavoreremo per
giungere alla sua completa operatività, incrementando i voli privati e
promuovendo i voli stagionali, aprendo lo scalo anche al traffico
commerciale per migliorare l’accessibilità del nostro territorio e
garantendo, altresì, i collegamenti con gli aeroporti di Malpensa e
Caselle. L’obiettivo, dunque, sarà quello di creare nuove opportunità
in un contesto turistico, oltre che di servizio ai cittadini, anche per il
tramite della società partecipata.
La riapertura della linea ferroviaria Aosta-Ivrea, completamente
elettrificata, è prevista per dicembre 2026. Grazie all’acquisto di
nuovi treni elettrici, garantiremo, dunque, un servizio moderno e
confortevole, con la prospettiva di collegamenti diretti con Torino,
Milano e Genova e l’arrivo in Valle di treni Intercity.
Per quanto concerne, invece, la liea ferroviaria Aosta-Pré-SaintDidier, al momento sospesa, andrà promossa la sua acquisizione da
parte della Regione. Contestualmente, andrà valutata con
pragmatismo una sua riqualificazione o trasformazione per
realizzare in tempi rapidi e con costi contenuti un trasporto pubblico
efficiente, esteso fino a Courmayeur, garantendo collegamenti
sostenibili e certi lungo l’intera Valle Centrale.
In merito al trasporto pubblico locale su gomma – che vogliamo
rendere più efficiente, integrato e sostenibile quale alternativa all’uso
dell’auto privata – predisporremo un nuovo appalto che includerà
servizi già sperimentati come il trasporto notturno e di biciclette,
oltre all’integrazione tra le diverse tipologie di trasporto ferrogomma.
Confermeremo e potenzieremo, inoltre, le politiche tariffarie
agevolate, nel solco delle azioni già intraprese che sono state
particolarmente gradite dagli utenti.
Inoltre, procederemo con l’approvazione del Piano Regionale dei
Trasporti.
Per quanto attiene il trasporto delle persone con disabilità,
intendiamo predisporre una proposta innovativa che risponda ai
bisogni espressi dalle associazioni delle persone con disabilità nella
fase di concertazione.
Verranno ancora sostenute le politiche riguardante le agevolazioni
tariffarie relative alle tratte autostradali, rilanciando con forza le
richieste di nuove forme agevolative a favore dei residenti, oltre a
lavorare per poter perseguire attraverso politiche di condivisione con
le società partecipate nuovi metodi innovativi per la rilevazione dei
passaggi e sistemi alternativi e più flessibili di pagamento dei pedaggi.
Una particolare attenzione verrà riservata alla tangenziale di Aosta,
con la valutazione di misure il più possibile incisive, finalizzate ad
alleggerire il traffico nella Plaine e nella città di Aosta e ridurre i tempi
di percorrenza nel contesto interessato.
Proseguiremo, infine, nel programma di manutenzione straordinaria
e miglioramento della sicurezza della rete viaria regionale e dei
versanti, con un’attenzione particolare a ponti e viadotti e alla messa
in sicurezza delle gallerie, ponendo particolare attenzione alla
viabilità verso le testate di valle. Ciò anche mediante la realizzazione
di collegamenti intervallivi che, oltre all’aspetto di fruizione turistica,
potranno costituire una valida alternativa per raggiungere le diverse
località in situazioni di emergenza.
Significativi sono poi gli investimenti previsti nell’ambito degli
impianti a fune, sempre di più caratterizzati da una multifunzionalità
e da una fruibilità al di là della stagione invernale, tanto nei grandi
comprensori quanto nelle piccole stazioni, così come l’avvio delle
procedure per la realizzazione di un collegamento funiviario nelle
Cime Bianche, che permetterà di valorizzare quest’area naturalistica
tra il Cervino e il Monte Rosa, e il completamento degli studi per
quello tra Aosta-Pila e Cogne. Nell’ottica di un continuo
rafforzamento nel mercato dello sci e della montagna, proseguiremo
nel percorso che porterà ad una gestione unitaria delle società del
settore, in modo tale da consolidare la posizione attuale e consentire
un continuo sviluppo dell’intero tessuto socio-economico
valdostano.
E’, inoltre, in procinto di realizzazione la misura, prevista con legge
regionale, per lo smantellamento dei vecchi impianti di risalita ancora
presenti sul territorio a beneficio di una rinaturalizzazione dei siti.
Quanto alla Ciclovia Baltea, procederemo con il completamento
dell’itinerario ciclo-pedonale di fondovalle da Courmayeur a PontSaint-Martin, valorizzando il suo potenziale anche in chiave turistica.
In particolare, si darà continuità alla realizzazione del tratto tra SaintVincent e Montjovet e tra Hône e Donnas, previsto lungo la Dora
Baltea, coniugando alla sicurezza del tracciato l’accesso a tratti di
inestimabile e suggestiva bellezza.
Per una Valle d’Aosta più connessa
La trasformazione digitale è una priorità strategica per rendere i
nostri servizi più accessibili e la nostra amministrazione più
efficiente, superando le distanze fisiche. Concetti quali resilienza e
fruibilità dei servizi vanno, d’altronde, di pari passo con la
digitalizzazione, anche perché un territorio ben connesso risulta
essere attrattivo per vivere e lavorare.
A tal fine andranno proseguiti gli interventi per garantire la copertura
di tutto il territorio con la banda ultra-larga, comprese le vallate e le
aree più lontani dai centri, riservando una particolare attenzione
all’effettiva fruibilità dei collegamenti con le specifiche utenze, a
seguito dell’infrastrutturazione dei nodi principali.
Si proseguirà, poi, nell’ ammodernamento del sito istituzionale
regionale, implementando il nuovo sistema unico per i pagamenti
per semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica
Amministrazione.
Attraverso la “Rete dei punti di facilitazione digitale”, continueremo
a supportare i cittadini nell’acquisizione delle competenze necessarie
per utilizzare i servizi online: ciò anche attraverso iniziative
innovative di sostegno all’alfabetizzazione digitale, intesa quale
capacità di utilizzare strumenti e tecnologie al fine di accedere,
gestire e comunicare informazioni.
Infine, avvieremo collaborazioni con centri di ricerca per
sperimentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica
Amministrazione, al fine di migliorare l’efficienza e l’efficacia
dell’azione amministrativa.
Agricoltura: fulcro della sostenibilità e primo presidio
L’agricoltura rappresenta, per proseguire nel filo conduttore di
questo programma politico-amministrativo di legislatura, il fulcro del
concetto di sostenibilità che indirizza la nostra azione di governo,
oltre che primo presidio: dunque non solo un settore economico,
ma una realtà posta a fondamento della nostra comunità e della sua
identità, che garantisce le condizioni per la fruibilità del nostro
territorio.
A tal fine intendiamo rilanciare gli investimenti e modernizzare il
settore, preservandone nel contempo l’autenticità: attraverso
l’attuazione del Complemento Regionale di Sviluppo Rurale e la
revisione delle leggi regionali in materia, è nostra volontà garantire il
sostegno agli investimenti delle imprese agricole con misure a
superficie, aiuti strutturali e contributi specifici.
Occorre, altresì, investire in particolare nella media montagna oggi a
rischio abbandono, lavorando in stretto contatto con le associazioni
di categoria e i diversi attori del territorio.
Una particolare attenzione dovrà, poi, essere riservata alla
multifunzionalità aziendale, anche al fine di una valorizzazione
agricola nel contesto turistico, attraverso un aggiornamento ed una
revisione degli standard costruttivi delle infrastrutture e una
valutazione in merito ai parametri di razionalità, in accordo con le
associazioni di categoria.
Sarà, poi, necessario individuare strumenti di supporto all’agricoltura
cosiddetta “eroica” della quale abbiamo numerosi esempi sul nostro
territorio, sia attraverso risorse regionali, sia attraverso il reperimento
di specifici fondi europei. Occorrerà proseguire nel circuito virtuoso
che vede strettamente collegati cultura, agricoltura e turismo
nell’ambito di una promozione territoriale il più possibile coordinata,
anche con l’uso di mezzi moderni ed innovativi che coinvolgano le
nuove generazioni.
Andranno, inoltre, supportate le cooperative agricole nell’accesso a
strumenti più moderni, che possano consentire loro di effettuare
investimenti sulle strutture in uso e svilupparsi, anche assicurando
un confronto con l’amministrazione regionale che permetta di
raggiungere – quando necessari – gli obiettivi di efficientamento dei
processi produttivi e di trasformazione comuni, anche attraverso un
ripensamento dei sistemi produttivi.
Allo stesso modo è essenziale la valorizzazione delle filiere,
promuoveremo la cooperazione tra operatori e la creazione di filiere
integrate, per valorizzare i sistemi locali del cibo e le nostre
produzioni di qualità. Un’attenzione particolare dovrà essere
riservata alla filiera della Fontina DOP, eccellenza valdostana, anche
attraverso il sostegno alle necessarie innovazioni del ciclo produttivo
che ne garantiscano le caratteristiche e assicurino la sostenibilità
economica, sociale e ambientale, oltre che la sicurezza sanitaria.
I consorzi di miglioramento fondiario, così come le consorterie,
andranno adeguatamente sostenuti, riconoscendo il loro ruolo
fondamentale nella manutenzione delle infrastrutture, nella gestione
idrica e nella conservazione del paesaggio, accompagnandoli e
strutturandoli per far fronte alle criticità idriche e ambientali, che
richiedono importanti investimenti.
Andrà introdotta la possibilità di creare consorzi di secondo grado
volontari e dovrà, altresì, essere assicurato l’accesso ai fondi
necessari per il funzionamento dei consorzi e per i necessari
investimenti.
Una particolare attenzione dovrà, inoltre, essere riservata alla
viabilità rurale ed alle opere accessorie al fine di consentire
l’accessibilità ai comprensori, oltre che garantirne la percorrenza,
determinante in momenti di criticità.
Occorrerà, poi, agevolare il conseguimento di risparmi idrici, a
partire dai sistemi di irrigazione a pioggia, e sarà necessario svolgere
un’attenta riflessione in merito all’iter di modifica delle
subconcessioni irrigue, anche al fine di una loro valorizzazione per
scopi di carattere energetico.
Per quanto concerne in maniera più ampia la gestione della risorsa
idrica, attraverso un nuovo Piano di Tutela delle Acque e il Piano
d’Ambito del Servizio Idrico Integrato, garantiremo una gestione
sostenibile ed equilibrata delle acque, assicurando la qualità della
risorsa per uso umano e tutelando gli ecosistemi. Un’attenzione
prioritaria deve essere riservata all’efficientamento idrico e
all’utilizzo comprensoriale della risorsa idrica, anche attraverso
ragionate opere di raccolta e di distribuzione di acque al momento
non valorizzate, siano esse acque potabili oppure acque ad uso
irriguo e agricolo, energetico e per l’innevamento.
Essenziale sarà a tal fine la prosecuzione delle attività finalizzate alla
realizzazione di bacini ad uso plurimo e promiscuo, oltre alla
predisposizione di un’attenta pianificazione relativa alla
regimentazione delle acque.
Si continuerà, inoltre, a lavorare per agevolare il riconoscimento
delle Consorterie che ancora non hanno concluso tale percorso,
consci del loro valore sociale, economico e culturale e del loro ruolo
nella valorizzazione del territorio e delle relative strutture, anche
valutando la predisposizione di eventuali nuovi strumenti di
sostegno economico.
Infine, risulta di particolare importanza valorizzare il nostro
patrimonio boschivo e lo sviluppo della filiera foresta-legno,
sostenendo le imprese locali e garantendo una gestione attiva e
razionale delle foreste.
Un territorio sicuro
Il nostro territorio è bene più prezioso che abbiamo. La sua tutela e
la sua gestione sostenibile saranno al centro della nostra azione
politica. Siamo consapevoli che stiamo assistendo ad una
trasformazione accelerata a causa dei cambiamenti climatici, con un
aumento della frequenza di eventi estremi e del rischio
idrogeologico, e la nostra risposta è una strategia di lungo periodo
basata sulla prevenzione e la tutela delle risorse naturali,
trasformando le sfide in opportunità.
La sicurezza dei valdostani e la protezione delle infrastrutture sono
priorità assolute e le calamità più recenti hanno dimostrato la
necessità di un’azione decisa e programmata.
Nello specifico, quanto alla mitigazione del rischio idrogeologico, è
nostra intenzione confermare e potenziare gli investimenti per
contrastare i dissesti, mettere in sicurezza i versanti e garantire
l’accessibilità del territorio, anche mediante la predisposizione di un
vasto programma di opere di riduzione del rischio che possa
beneficiare oltre che di risorse regionali anche di risorse statali
dedicate: un territorio accessibile in sicurezza, d’altronde, è un
territorio attrattivo, seppur lontano dai centri più grandi, che può
essere vissuto con serenità.
Le nostre politiche dovranno mirare a valorizzare le aree montane, a
contrastare lo spopolamento e a promuovere uno sviluppo
equilibrato.
Intendiamo, a tal proposito finanziare interventi strategici in favore
dei Comuni montani, dalla prevenzione del dissesto idrogeologico
alla crescita sostenibile, dalla salvaguardia della biodiversità al
contrasto dello spopolamento, così come continueremo a sostenere
le Aree interne “Bassa Valle” e “Grand-Paradis” e a implementare la
strategia per la nuova Area “Mont-Cervin”, utilizzando i fondi statali
per rafforzare i servizi essenziali (istruzione, mobilità, sanità) e
promuovere lo sviluppo locale, affinché nessun territorio sia lasciato
indietro.
Inoltre, per quanto attiene alla pianificazione territoriale intendiamo
completare l’aggiornamento del Piano Territoriale Paesistico e della
legge urbanistica regionale per integrare gli scenari di impatto
climatico, definendo politiche cautelative per le aree a rischio futuro
e guidando lo sviluppo verso zone più sicure. Tale attività deve,
peraltro, costituire un’opportunità di rigenerazione urbana, di
efficientamento e di valorizzazione particolare dei territori marginali,
sempre nell’ottica di una crescita armonica e sostenibile.
Proseguiremo, poi, nel sostegno della ricerca scientifica e nelle
attività esperienziali per comprendere e anticipare gli effetti del
cambiamento climatico, potenziando, in collaborazione con le realtà
attive sul tema, il monitoraggio dei ghiacciai, del permafrost e del
rischio valanghivo, anche al fine di sviluppare sistemi di allerta
sempre più efficaci e strumenti utili alla pianificazione proattiva.
Con riferimento al bisogno primario di risposta immediata nei
momenti di criticità, proseguiremo nelle azioni di potenziamento del
sistema di protezione civile regionale.
Sulla base delle specifiche competenze in materia e dell’unicità del
modello valdostano di protezione civile, continueremo a investire
nelle strutture di presidio del territorio (Protezione Civile, Corpo
Forestale, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino Valdostano),
valorizzando il loro ruolo fondamentale nella gestione delle
emergenze e nella prevenzione, oltre che coinvolgendo tutti gli attori
del territorio, anche a livello locale, ivi comprese le diverse
associazioni di volontariato.
Completeremo, poi, prontamente il percorso normativo per la
definizione del nuovo Comparto “Sicurezza e Soccorso” e
lavoreremo per giungere ad una sempre maggiore valorizzazione
delle componenti di previsione del sistema, quali il Centro
funzionale regionale, e di risposta, quali la Centrale Unica del
Soccorso (CUS).
Inoltre proseguiremo nel sostenere i servizi di elisoccorso, in
particolare quelli notturni, a garanzia di un intervento rapido ed a
tutela della sicurezza dei cittadini in difficoltà, in particolare in favore
di quelli che vivono nei territori più marginali rispetto ai servizi
sanitari ed ai centri maggiori.
Interventi equilibrati in un ambiente tutelato
Il non semplice equilibrio fra lo sviluppo economico e la tutela
ambientale rappresenta una delle sfide più importanti da cogliere nei
prossimi anni. Dovranno essere, infatti sostenuti progetti ed
iniziative di sviluppo di primaria importanza per la nostra comunità
in un’ottica di equilibro e di giusto inserimento nelle realtà ambientali
che caratterizzano la nostra realtà. La sostenibilità degli interventi
deve essere valutata tenendo in considerazione le ricadute degli stessi
sulle nostre comunità in un’ottica di valutazione complessiva e se del
caso dovranno essere valutate misure compensative in relazione alle
specifiche esigenze di tutela.
Una riflessione si impone, poi, in merito nostra biodiversità: un
patrimonio unico che intendiamo proteggere e valorizzare.
Attueremo a tal fine le nuove misure di conservazione per i siti della
rete Natura 2000, prendendo in considerazione le opportunità di
ampliamento del Parco Naturale Mont Avic e definiremo il piano di
monitoraggio per habitat.
Daremo, inoltre, piena attuazione alla Rete Ecologica Regionale,
approvata nel 2024, come strumento per garantire la connettività tra
gli ecosistemi e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sulla
biodiversità.
Una tematica che impegnerà la nostra azione sarà poi quella relativa
all’economia circolare ed alla gestione dei rifiuti. Con riferimento alle
azioni previste dal Piano regionale per la gestione dei rifiuti, si
procederà, di concerto con gli enti locali, alla sua attuazione con
un’attenzione specifica per le modalità dei nuovi flussi di raccolta dei
rifiuti urbani e la riorganizzazione delle discariche dei rifiuti per
inerti.
Per questi ultimi, andrà valutata la tipologia gestionale con
l’acquisizione della proprietà dei siti di proprietà privata per una loro
bonifica.
Una riflessione deve, poi, essere fatta in merito alla necessaria
semplificazione della raccolta dei rifiuti, alla razionalizzazione dei
costi ed alla riduzione del peso delle tariffe per famiglie e imprese,
ma anche finalizzata alla valutazione di nuove tecnologie di
trattamento dei rifiuti che garantiscano assoluta sostenibilità
ambientale e economica, senza l’aumento di oneri a carico degli
utenti.
Inoltre sarà importare valorizzare il più possibile gli interventi
realizzati grazie alle risorse stanziate nell’ambito del PNRR
nell’ambito della depurazione delle acque e della razionalizzazione
del consumo idrico.
Sostenibilità ambientale ed autonomia energetica
La transizione energetica è una leva strategica per la nostra economia
e per la sostenibilità ambientale. Il nostro obiettivo è quello di una
Valle d’Aosta fossil fuel free.
Ci impegneremo, a tal fine, per l’attuazione del Piano Energetico
Ambientale Regionale con le azioni per la riduzione dei consumi da
fonti fossili, l’aumento della produzione da fonti rinnovabili e la
promozione dell’efficienza energetica.
Attraverso il costante monitoraggio e l’aggiornamento del Piano e
delle leggi regionali lavoreremo per raggiungere gli obiettivi di
decarbonizzazione stabiliti.
Continueremo poi, come già avviato a seguito dell’approvazione
della recente normativa in materia, ad incentivare lo sviluppo delle
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e dell’autoconsumo
collettivo, oltre a prevedere contributi per la realizzazione di impianti
a fonti rinnovabili a favore di cittadini, imprese ed enti locali.
Proseguiremo nel sostenere le iniziative dedicate agli interventi di
efficientamento energetico negli edifici pubblici, nelle abitazioni
private, negli immobili e nei processi produttivi delle imprese,
utilizzando anche, ove possibile, le opportunità offerte dai fondi
europei e le sinergie con altri strumenti statali, con l’obiettivo
principale della riduzione dei consumi.
L’idrogeno verde rappresenta un’importante opportunità per la
nostra regione: riteniamo perciò doveroso dare seguito ai progetti
finanziati dal PNRR per la realizzazione di impianti per la
produzione di idrogeno, esplorando il suo potenziale per la
decarbonizzazione, nell’ambito delle attività produttive e nel settore
della mobilità per renderla sempre più sostenibile, per il tramite di
una continua interlocuzione con le aziende che possono trarne
beneficio e valorizzarne l’uso.
Proseguiremo, poi, con il sostegno alle misure a favore dei cittadini
e delle imprese valdostane finalizzate alla diffusione di mezzi di
trasporto a ridotto impatto ambientale, completando la rete delle
colonnine di ricarica.
Turismo: una regione alpina attraente tutto l’anno
Il turismo è un settore essenziale e strategico per la nostra regione:
la bellezza dei nostri paesaggi, unita alla qualità dell’accoglienza ed
alle infrastrutture turistiche e sportive sono gli atout che hanno
dimostrato come si possa ancora crescere e consolidare la nostra
attrattività sia a livello nazionale che internazionale, quale
destinazione per tutti ed in tutte le stagioni: la destagionalizzazione
è un obiettivo cardine da raggiungere.
Ciò necessariamente passa attraverso la valorizzazione delle nostre
potenzialità e delle risorse meno conosciute durante la stagione
primaverile e quella autunnale, anche per mezzo del cosiddetto
turismo “lento” di carattere culturale ed enogastronomico, legato ai
cicli produttivi dell’attività agricola, anche attraverso nuove forme di
ospitalità che consentono di conoscere da vicino le nostre realtà
rurali.
Occorrerà a tal fine continuare promuovere con forza esperienze
come il Cammino Balteo e la Via Francigena, per attrarre flussi
turistici anche nelle stagioni intermedie, così come valorizzare
adeguatamente i nuovi impianti di risalita fruibili durante tutti i mesi
dell’anno, in un’ottica di multifunzionalità, e che potranno
consentire di vivere esperienze inedite ed affascinanti.
Nell’ottica di tale proposta turistica si inserisce anche la
valorizzazione dell’intera rete sentieristica presente nella nostra
regione, anche mediante il completeremo della mappatura, la
classificazione e la regolamentazione della rete stessa, anche per uso
cicloturistico, per implementarne la fruibilità e promuovere una
forma di turismo sostenibile e rispettosa dell’ambiente.
Va assicurata, altresì, la piena valorizzazione delle guide
escursionistiche e naturalistiche, in particolare nel contesto della
parte valdostana del Parco del Gran Paradiso e delle aree protette
regionali.
L’obiettivo cardine della sostenibilità, che guida la nostra azione di
Governo, potrà essere raggiunto anche per il tramite di iniziative che
consentiranno, vedendolo da un’altra prospettiva, di creare delle
opportunità lavorative di stabilità, al fine di permettere agli operatori
ed alle loro famiglie di continuare a vivere in montagna, anche in
un’ottica di contrasto al fenomeno di denatalità, e di rendere vitali le
nostre comunità “alte”.
E’, poi, necessario proseguire nel rinnovamento degli impianti di
risalita dei vari comprensori con una funzione di sviluppo legato al
turismo invernale, avvantaggiato dalla quota altimetrica, ma anche di
diversificazione nella stagione estiva, così come avvenuto negli
ultimi anni.
La destagionalizzazione va, però, pensata in sinergia con gli Enti
Locali, gli operatori dei settori turistico-ricettivo e commerciale e più
in generale con tutti i portatori di interesse, in un’ottica di sviluppo
di un turismo rispettoso dell’ambiente e sostenibile.
Oltre alla destagionalizzazione, con tutti i suoi aspetti derivanti, un
altro aspetto sul quale lavoreremo è l’inclusione turistica, mediante il
finanziamento e la realizzazione di progetti di ampio respiro per
sviluppare una rete di destinazioni accessibili e accoglienti per
persone con bisogni speciali, rendendo la nostra offerta, sia estiva
che invernale, veramente inclusiva anche attraverso la formazione
dei nostri operatori e dei professionisti della montagna, oltre che il
sostegno alla realizzazione di infrastrutture presso le nostre località
turistiche.
Riteniamo, inoltre, importante che si proceda alla creazione di un
Osservatorio del turismo per monitorare i flussi in modo analitico,
raccogliendo dati quantitativi e qualitativi per orientare
efficacemente le politiche turistiche regionali, anche al fine di
attenuare le situazioni di overtourism che interessano alcuni attrattori
turistici in determinati periodi dell’anno.
Opereremo, inoltre, per la valorizzazione di tutti gli eventi sportivi
che da sempre caratterizzano la nostra realtà così vivace durante
tutto l’anno, con il mutare delle stagioni, anche attraverso
l’allestimento di una legge quadro riguardante lo sport e gli eventi
sportivi.
Sarà necessario, a tal fine, continuare a sviluppare le necessarie
strategie finalizzate all’organizzazione sul nostro territorio di eventi
sportivi di caratura internazionale, considerata la capacità
organizzativa dimostrata dalle nostre comunità ed il valore
promozionale-turistico di tali manifestazioni, anche per consentire
in seguito agli eventi al grande pubblico di essere stimolato a svolgere
attività sportiva sugli stessi tracciati e negli stessi contesti dove hanno
gareggiato i professionisti: ciò in una chiave di sviluppo turistico
durevole ed inclusivo.
Nell’ambito del sostegno alle manifestazioni sportive non dovranno
essere trascurate le attività sportive amatoriali che da sempre
caratterizzano la nostra realtà e che consentono momenti di
aggregazione insostituibile, oltre che di confronto fra le diverse
generazioni che vi partecipano.
Si continuerà a riservare una particolare attenzione alle professioni
della montagna, mediante il sostegno e la valorizzazione delle attività
svolte dalle guide alpine, dai maestri di sci, dagli accompagnatori di
media montagna e, in generale, da tutte le professionalità legate alla
montagna, che consideriamo attività fondamentali per lo sviluppo
turistico della nostra regione, oltre che uno sbocco occupazionale
interessante per i nostri giovani.
Tutto quanto illustrato dovrà trovare evidenza nell’ambito del nuovo
Piano di Marketing Strategico che definirà le linee guida dello
sviluppo, della promozione e del marketing del sistema turistico
regionale, previo ampio coinvolgimento delle associazioni di
categoria e delle realtà presenti sul territorio, anche al fine di creare i
presupposti per la realizzazione di un calendario unico degli eventi.
Infine, occorrerà favorire la riconversione di edifici esistenti al fine
di creare alloggi destinati ai lavoratori stagionali del settore turistico,
commerciale e della ristorazione, con la previsione di forme di
gestione innovative, così da rispondere in modo più ampio alle
esigenze di reperimento, fidelizzazione e trasferimento definitivo del
personale in tutte le località, in particolare in quelle a più alta intensità
turistica.
Peraltro, misure specifiche e adeguate saranno previste anche per il
settore commerciale, in modo particolare per quanto riguarda il
piccolo commercio di vicinato i cui esercizi, dislocati su tutto il
territorio regionale, sono il cuore pulsante delle nostre piccole
comunità di montagna.
La salute al primo posto
Il nostro impegno, come più volte già evidenziato in modo
trasversale, è per una Valle d’Aosta dove ogni persona possa sentirsi
sicura, protetta e inclusa.
Va assicurata una sempre maggiore capacità di riorganizzazione e di
integrazione dei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali,
mettendo al centro i bisogni dei cittadini, attraverso un welfare
moderno, di prossimità e capace di rispondere con efficacia alle
nuove sfide sociali.
La salute è un bene pubblico fondamentale. La nostra azione sarà
volta a rafforzare il Servizio Sanitario Regionale, garantendo cure di
qualità, riducendo le disuguaglianze e investendo in innovazione e
prevenzione.
Daremo, così, concreto avvio alla fase di realizzazione del Presidio
Unico Ospedaliero Regionale “Umberto Parini”, per la realizzazione
una struttura moderna, efficiente e sicura, che si integrerà con la città
di Aosta ed eviterà l’isolamento anche fisico del paziente e di chi lo
assiste e cura. Particolare attenzione sarà riservata alla realizzazione
delle infrastrutture a contorno ed a servizio dell’ospedale nell’ambito
di un contesto di riqualificazione che deve essere valutato
complessivamente ed in maniera organica, anche al fine di garantire
una piena ed immediata fruibilità delle strutture sanitarie. Allo stesso
modo dovranno essere previste delle sinergie con il Comune di
Aosta per ridurre le criticità ed i disagi durante il periodo di
avanzamento dei lavori.
Intensificheremo, inoltre, le misure per ridurre i tempi di attesa,
attraverso il monitoraggio costante, l’attuazione dei progetti
sperimentali di Ospedale Flessibile e la collaborazione con le
strutture accreditate, creando così la giusta e necessaria sinergia tra
pubblico e privato.
Attueremo, inoltre, il Piano Regionale della Prevenzione,
promuovendo gli screening oncologici e le campagne vaccinali.
Occorrerà, poi, valorizzare e, laddove necessario, completare le Case
di Comunità, degli Ospedali di Comunità e della Centrale Operativa
Territoriale, per una sanità che sia più vicina ai cittadini e garantita
su tutto il territorio regionale.
Intendiamo, inoltre, potenziare e modernizzare i centri
traumatologici siti presso le località sciistiche, anche in un’ottica
turistica, a garanzia di ospiti e residenti.
Completeremo l’adeguamento del Fascicolo Sanitario Elettronico
per renderlo pienamente fruibile e svilupperemo la telemedicina per
migliorare l’accesso alle cure, soprattutto per chi vive nelle comunità
e nei territori più isolati che deve poter usufruire dei servizi primari
per poter continuare a vivere la montagna ed a farla vivere.
Occorrerà poi investire in maniera netta sul nostro personale
sanitario, promuovendo la formazione, migliorando il benessere
organizzativo e attivando nuovi corsi di laurea per le professioni
sanitarie per rendere il nostro Sistema Sanitario Regionale più
attrattivo e contrastare la carenza di professionisti.
Sarà, inoltre, necessario valutare l’introduzione di strumenti
contrattuali mirati che possano fungere da elemento di sostegno e di
valorizzazione delle diverse professionalità, oltre che fattore di
attrattività, dando così la possibilità di rivedere strutturalmente
l’organizzazione del servizio sanitario pubblico.
Sarà, poi, da valutare l’attivazione di nuove forme di collaborazione
internazionale al fine di poter usufruire di competenze e di
professionalità a supporto di quelle in essere.
La valorizzazione del personale sanitario, per essere efficace, non
può prescindere però dalla definizione di metodologie di lavoro
innovative e supportate da una dotazione tecnologica
all’avanguardia.
Infine, con particolare riferimento alle nuove esigenze di erogazione
dei servizi sociali, socio-assistenziali, oltre che socio-educativi, sarà
necessario proseguire nell’effettuazione delle opportune valutazioni
nell’ambito di un percorso già avviato per giungere alla costituzione
di un ente strumentale, con la possibilità di estendere la sua azione,
altresì, agli enti locali che saranno chiamati a condividere il percorso
intrapreso dall’Amministrazione regionale in tale ambito.
Politiche sociali integrate a favore dei più fragili
Vogliamo costruire un sistema di welfare che risponda in modo
integrato e personalizzato ai bisogni delle persone più fragili, avendo
piena coscienza del progressivo invecchiamento della popolazione
residente.
Andrà, così, definito un nuovo sistema regionale di welfare per una
razionalizzazione dei vari interventi, anche con l’eventuale verifica
in merito alla possibilità di individuare nuovi indicatori della
situazione reddituale, che possano prendere in considerazione la
realtà valdostana, al fine di garantire maggiore efficienza ed equità.
In merito al supporto delle persone con disabilità, promuoveremo
l’autodeterminazione attraverso progetti di vita individualizzati e
personalizzati, costruiti dalle persone con disabilità in base alle loro
inclinazioni e aspettative, in collaborazione con i caregiver familiari
e con gli operatori della presa in carico, tutto ciò ad integrazione
degli altri interventi offerta a sostegno della disabilità e
dell’inclusione.
Potenzieremo, poi, le misure di lotta alla povertà, garantendo la
continuità dei progetti di emergenza abitativa e i servizi di abitazione
temporanea per persone in condizione di grave marginalità,
identificando spazi adeguati anche per le situazioni emergenziali in
aumento nei mesi invernali, così come andranno assicurati e
valorizzati i Punti Unici di Accesso e il Pronto Intervento Sociale per
offrire risposte tempestive e qualificate alle emergenze sociali, 24 ore
su 24.
Sarà, poi, fondamentale completare l’iter di approvazione della
nuova legge regionale per adeguare la normativa al Codice del Terzo
Settore, valorizzando il ruolo fondamentale delle associazioni e del
volontariato.
Il volontariato, d’altronde, nei diversi settori è una realtà
imprescindibile della nostra comunità e ricchezza inestimabile per il
territorio. Intendiamo giungere alla realizzazione di una “Casa del
Volontariato” che possa diventare un luogo di incontro, di
organizzazione e di collaborazione fra le varie realtà, uno spazio
fisico che trovi realizzazione anche attraverso il recupero e la
valorizzazione di una struttura di proprietà regionale da destinare a
tale scopo.
Inoltre, va presa in considerazione l’opportunità di rivedere e
riorganizzare la disciplina regionale in materia, valutando anche la
predisposizione di un testo normativo dedicato.
Il sostegno alle famiglie
Le famiglie sono il nucleo fondamentale della nostra comunità. Le
nostre politiche mirano a sostenerla in ogni sua fase, promuovendo
la genitorialità, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e
l’invecchiamento attivo.
Occorrerà a tal fine potenziare le attività del Centro per le famiglie,
offrendo azioni informative, laboratori a sostegno della genitorialità,
consulenze psico-educative e supporto per ogni fase della vita
familiare. Sarà opportuno valutare attentamente la percorribilità di
politiche di sostegno da parte dell’amministrazione regionale per il
versamento dei contributi previdenziali volontari da parte di coloro
che lasciano il posto di lavoro per assistere anziani così come
valutare l’introduzione di mirate misure di defiscalizzazione.
Dovrà essere effettuata a tal proposito una seria riflessione circa
l’introduzione di detrazioni regionali per i figli a carico e di
un’agevolazione fiscale stabile a favore delle famiglie con figli, in
relazione alla manovrabilità consentita. Tale azione dovrà essere
valutata nell’ottica di creare fiducia nei confronti di chi decide di
formare una famiglia, con particolare attenzione per i nuclei
numerosi.
Inoltre, una particolare attenzione, oltre alla valutazione di manovre
fiscali attraverso strumenti innovativi già sperimentati in altri
contesti, verrà posta alla ricerca di soluzioni, nell’ambito di situazioni
caratterizzate da forte pressione inflazionistica, con riferimento
all’incidenza delle spese essenziali sostenute dalle famiglie.
Intendiamo, poi, proseguire nella collaborazione con gli enti locali al
fine di implementare i servizi a favore dei minori, anche adottando
le politiche mirate alla conciliazione delle famiglie nel periodo estivo
Allo stesso modo andranno promosse iniziative per la valorizzazione
della popolazione anziana, favorendone la partecipazione alla vita
sociale e culturale.
Il rafforzamento della rete delle microcomunità per gli anziani si
rende, poi, necessaria per la percentuale crescente di persone in età
sempre più avanzata.
Tale rafforzamento va accompagnato da adeguate misure a sostegno
del mantenimento e dell’assistenza degli anziani nella propria
abitazione.
Queste iniziative dovranno essere necessariamente coordinate
nell’ambito della nascita del nuovo modello di gestione,
caratterizzato, come sopra detto, dalla nascita di un ente strumentale.
Riteniamo, altresì, importante provvedere a riformare la legislazione
regionale per rafforzare le politiche di prevenzione, potenziare il
“Reddito di libertà” per l’autonomia economica delle persone
vittime di violenza e strutturare servizi di seconda accoglienza e
percorsi di presa in carico per i soggetti autori di violenza.
Le politiche per la casa
Il diritto all’abitare è una nostra priorità. Intendiamo riformare le
politiche abitative per rispondere in modo più efficace al disagio e
garantire a tutti l’accesso a una casa dignitosa.
Va strutturato un sistema integrato che affronti il disagio abitativo in
modo multidimensionale, collegando le politiche abitative a quelle
sociali, lavorative e educative, anche mediante un intervento
normativo di razionalizzazione, anche valutando l’introduzione di
interventi di sostegno a favore dei nuclei più fragili.
Proseguiremo, poi, nell’attuazione piano di interventi di recupero e
ristrutturazione degli alloggi sfitti gestiti da ARER, per renderli
nuovamente disponibili per l’assegnazione con formule innovative e
riservare una quota all’emergenza abitativa, potenziando gli
interventi di efficientamento energetico sul patrimonio di edilizia
residenziale pubblica, al fine di contenere i consumi e i costi per i
nuclei familiari più fragili.
Inoltre si dovrà proseguire, collaborando con gli enti locali e le
associazioni operanti sul territorio, nel percorso finalizzato al
sostegno di iniziative di housing sociale.
Pour un système éducatif de qualité
Investir dans l’éducation, la recherche et la culture, c’est investir dans
l’avenir de la Vallée d’Aoste. Un système éducatif de qualité, une
université attrayante et un patrimoine culturel valorisé sont les piliers
de la croissance civile, sociale et économique de notre communauté.
Nous voulons valoriser pleinement notre autonomie pour former
des citoyens conscients et compétents, capables de faire face aux
défis de l’avenir et de contribuer au développement d’un territoire
dynamique et ouvert au monde, en donnant force à notre
plurilinguisme et nos traditions.
L’école est le cœur de notre communauté. Notre engagement est
pour un système éducatif équitable, accessible et de haute qualité, de
la petite enfance à l’école secondaire, jusqu’aux opportunités offertes
par notre Université, une sorte de filière éducative, qui réserve une
attention particulière aux petites écoles de montagne.
Le système scolaire-éducatif doit être de plus en plus caractérisé par
des éléments permettant de valoriser les spécificités et les
spécialisations présentes sur le territoire en matière d’art,
d’agriculture, de tourisme et de sport, aussi par le dépassement de la
centralisation en quelques pôles scolaires et la création d’un système
dans lequel les différentes composantes, caractérisées par une
identité propre, puissent dialoguer et compléter l’offre scolaire et
formative.
Nous croyons fermement que les programmes scolaires garantissent
des cours appropriés de civilisation et d’histoire valdôtaine, ainsi que
de notions de droit régional, pour une citoyenneté pleine et
consciente.
Il sera également nécessaire de renforcer la dimension internationale
de nos écoles, en promouvant des projets d’échange des élèves et
des enseignants et des parcours pour obtenir des certifications
linguistiques au niveau académique et professionnel, en tenant
compte de nos particularités linguistiques dont la valorisation doit
être un objectif incontournable.
Nous renforcerons ensuite le système intégré d’éducation et de
formation, en promouvant la formation conjointe des opérateurs, la
création de pôles pour l’enfance et les coordinations pédagogiques
territoriales afin d’assurer la continuité éducative. Le passage de la
crèche – de service à demande individuelle à un service éducatif – doit
être mis en œuvre, afin que l’accès aux services pour la petite enfance
soit durable pour tous avec le développement du système intégré 06 ans.
Il sera également essentiel de continuer à réduire le taux d’abandon
scolaire.
Nous intensifierons ainsi les actions de contraste à travers des
parcours de tutorat et d’orientation, pour renforcer les compétences
de base et soutenir chaque élève dans son parcours de vie, également
à travers le soutien à la capillarité des écoles sur le territoire, en
différenciant autant que possible l’offre pour accroître l’attractivité
de l’ensemble du système scolaire.
Des actions visant à soutenir les étudiants-travailleurs, tant publics
que privés, seront également nécessaires pour accroître les
opportunités qui leur sont réservées, telles que des cours du soir, des
aides économiques et des possibilités de conciliation entre la
scolarité et le travail.
Nous reconnaissons l’importance de la santé mentale des jeunes et
considérons qu’il est essentiel que soient activés des services
complémentaires visant au bien-être psychologique des élèves, en
particulier pendant les moments critiques de l’adolescence, pour
lutter contre les fragilités qui caractérisent la société actuelle.
Quant à la formation des enseignants, il faudra assurer, par des
conventions spécifiques avec l’Université de la Vallée d’Aoste et
d’autres universités de proximité, le déroulement en Vallée d’Aoste
des parcours prévus pour l’obtention des titres habilitants requis
pour compléter le parcours de recrutement du personnel scolaire.
Dans le même temps, nous mettrons en œuvre le plan de formation
régional, axé sur l’inclusion, le plurilinguisme, le numérique et les
disciplines STEM, afin de créer des environnements d’apprentissage
innovants et stimulants.
En ce qui concerne les établissements scolaires, nous poursuivrons
le vaste programme de rénovation, d’amélioration sismique et
d’efficacité énergétique des bâtiments, comme l’”Ex Manzetti” et
l’”Ex magistrali” à Aoste, et des établissements supérieurs sur tout le
territoire, pour garantir des immeubles sûrs, adéquats, modernes et
fonctionnels, en prévoyant la réalisation et la modernisation des
installations d’accueil des étudiants tout au long de leur parcours
d’études.
Il faut ensuite préparer un plan extraordinaire d’interventions dans
les équipements, les nouvelles technologies et le matériel didactique
nécessaires au fonctionnement des différents instituts et à la
qualification de l’offre de formation.
L’Université de la Vallée d’Aoste :
un pôle d’excellence au cœur des Alpes
L’Université de la Vallée d’Aoste est une ressource stratégique que
nous voulons renforcer pour la rendre toujours plus attrayante,
enracinée dans le territoire mais avec un regard international.
En ce qui concerne l’infrastructure, nous allons terminer la
réalisation du nouveau pôle universitaire à l’ancienne caserne
Testafochi, avec la rénovation des immeubles Giordana et Beltricco
et l’aménagement des espaces verts, créant un campus moderne et
fonctionnel.
Nous soutiendrons également l’Université dans l’activation de
nouveaux programmes d’études supérieures dans des domaines
stratégiques pour le territoire et dans la consolidation de la formation
supérieure (master, cours de perfectionnement), même en accord
avec d’autres universités italiennes, françaises et européennes.
L’Université de la Vallée d’Aoste se développe et il est donc temps
de la caractériser par rapport aux thématiques qui qualifient notre
réalité territoriale alpine, d’une part en cultivant les relations
internationales et, d’autre part, en mettant en œuvre des parcours
d’études universitaires et post-universitaires qui puissent bien
valoriser le contexte montagnard, en synergie avec les réalités
vertueuses du territoire, qui doivent être impliquées, toujours dans
le but de « ouvrir » l’Université à l’extérieur.
Nous considérons, ensuite, qu’il est indispensable de poursuivre la
réalisation de nouveaux logements pour étudiants, à partir de celui
déjà programmé dans le « Palais Cogne » d’Aoste, afin de répondre
aux besoins en logements.
Afin de continuer à soutenir concrètement les étudiants et leurs
familles, nous évaluerons également les montants des bourses
d’études universitaires afin de vérifier leur adéquation aux différentes
situations.
Nous renforcerons également les centres de recherche de
l’Université et la collaboration avec le tissu socio-économique
régional, pour garantir que la recherche universitaire produise un
impact positif et concret sur notre territoire.
Sauvegarde et valorisation de notre patrimoine culturel
Notre patrimoine culturel –- archéologique, architectural et paysager
– est un héritage précieux que nous devons protéger et rendre
accessible.
Dans ce but, nous souhaitons compléter et mettre en œuvre le Plan
stratégique pour la culture, issu d’une démarche participative, pour
définir une vision commune et renforcer la gouvernance culturelle
régionale, en intégrant les politiques culturelles aux autres vocations
du territoire.
Nous poursuivrons les travaux de restauration, d’entretien et de
valorisation de nos sites emblématiques, tels que les monuments
romains d’Aoste, le château Gamba, le château de Quart et le
château d’Aymavilles, et cela grâce notamment aux fonds du PNRR.
Il est également nécessaire de consolider et d’élargir le circuit des
sites culturels accessibles au public, en conciliant leur valorisation
constante avec leur mise en réseau, en particulier à travers des
modèles de gestion innovants, susceptibles de développer et de
valoriser les profils professionnels, en passant notamment par des
parcours de formation appropriés, et ce, dans le but d’assurer des
services de qualité pour des sites d’excellence.
Le rôle capital du Fort de Bard en tant que pilier culturel s’est
désormais affirmé et, à ce propos, sa modernisation et des
investissements supplémentaires sont prévus. En outre, suite à
l’achat du château d’Introd, des travaux de mise en valeur seront
entrepris. Par ailleurs, les interventions concernant le château
d’Arvier seront menées à bien, tout comme le développement
d’infrastructures desservant les châteaux d’Aymavilles et de SaintPierre, ainsi que le chantier du château de Quart.
En ce qui concerne le MégaMusée (Aire mégalithique), nous
souhaitons garantir au site une plus grande autonomie de gestion,
afin de consolider son rôle de pôle culturel d’envergure
internationale.
Enfin, nous mettrons en œuvre les investissements du PNRR pour
la numérisation de notre patrimoine culturel, afin de le rendre plus
accessible et de garantir sa conservation dans le temps, ce qui reste
essentiel.
Une communauté vivante est une communauté qui produit de la
culture et en profite : c’est pourquoi nous soutiendrons une offre
culturelle riche et diversifiée, en mesure de faire participer tous les
citoyens et d’attirer les visiteurs.
Nous nous engageons à continuer d’investir et de soutenir les
activités liées à l’éducation et à la formation musicale des jeunes,
entendues comme outil d’émancipation et de culture, mais aussi
d’incontournable agrégation sociale, et ce, grâce à l’important
engagement du Conservatoire de la Vallée d’Aoste, des fanfares et
des chorales sur le territoire. Par ailleurs, nous ne manquerons pas
de mettre en avant les meilleures expressions musicales, surtout
juvéniles, présentes sur le territoire et d’apporter notre soutien à des
projets expérimentaux, nouveaux ou déjà en cours.
Nous soutiendrons également les événements et les activités
théâtrales, la musique, la production cinématographique par le biais
de la Film Commission, ainsi que la promotion de la lecture – grâce au
système bibliothécaire – et la valorisation de nos langues.
Nous continuerons d’organiser des expositions d’importance
nationale et internationale au Musée Archéologique Régional et au
Centre Saint-Bénin, ainsi qu’en l’ancienne église Saint-Laurent, dans
le cadre d’une valorisation plus large et plus complète de l’ensemble
historique, monumental et culturel de Saint-Ours.
Nous continuerons également de soutenir la Saison culturelle en tant
que rendez-vous phare de notre offre.
Nous développerons ensuite notre adhésion à l’Association
Abbonamento Musei avec le Piémont et la Lombardie, afin de
consolider la promotion de notre patrimoine dans une perspective
macro-régionale.
Il conviendra également de poursuivre avec conviction la démarche
de valorisation des Sociétés savantes, détentrices de la culture et de
la tradition valdôtaine dans différents domaines, et ce, notamment
par une action de modernisation progressive et de soutien visant à y
associer les nouvelles générations, tout en garantissant l’autonomie
desdites sociétés. Une réflexion devra être engagée sur l’opportunité
d’encourager des formes d’agrégation physique sur leurs territoires
respectifs.
Il faudra ensuite assurer la continuité et le soutien de toutes les
réalités spécifiques de notre culture et de nos traditions, y compris le
théâtre populaire, la musique locale et les sports traditionnels, qui
doivent être considérés comme des manifestations majeures du
savoir, de la culture et de réunion, à valoriser en tant qu’atouts
cruciaux et essentiels de la Vallée d’Aoste que nous souhaitons
transmettre à nos enfants.
Enfin, une attention toute particulière devra être consacrée au
véritable fondement de notre culture et de notre particularisme
linguistique : au francoprovençal (notre patois), au titsch et au töitchu,
les langues de notre tradition, afin qu’elles ne tombent pas en
désuétude, mais continuent d’être vivantes et parlées, enseignées et
transmises, employées dans la toponymie et dans la communication
institutionnelle et ce, grâce aussi à des outils innovants et attrayants,
même pour les jeunes générations.
Solidità economica, certezza di risorse e
ordinamento adeguato: un sistema complesso e coordinato
Tutto quanto sinora illustrato – deve essere ben evidenziato – è
possibile perseguirlo e realizzarlo solamente se si verificano
determinate condizioni.
Innanzitutto è fondamentale una solidità economico-finanziaria, un
bilancio solido con solide fondamenta, situazione attuabile per il
tramite di un’oculata e costante programmazione di investimenti ed
un giusto equilibrio di spese correnti.
A tal fine è necessaria una certezza di risorse e, inoltre, è essenziale
una continua interlocuzione con il Governo italiano, oltre che la
puntuale verifica di tutti i provvedimenti statali: una vigile attenzione
affinché vengano sempre garantite le nostre particolarità e rispettato
il nostro ordinamento speciale costituzionalmente garantito.
A cascata, tale certezza di risorse la Regione la deve garantire agli
enti locali, cosa che negli ultimi anni e a seguito di notevoli sforzi
programmatori è già stata assicurata.
Il quadro normativo, poi, deve essere chiaro, la cornice ed il
perimetro ben delineato, così, come anche in tal caso, ben definiti
devono essere i criteri di riparto delle risorse assegnate alle
amministrazioni locali. A tal proposito sarà necessaria una riflessione
sull’eventuale revisione delle norme che definiscono tale riparto,
anche in relazione alle mutate valutazioni riguardanti i nuovi bisogni.
Occorre poi ampliare l’orizzonte, perché il sistema economico
pubblico valdostano non comprende solo la Regione e gli enti locali:
un ruolo essenziale lo rivestono sicuramente le società partecipate.
Le società partecipate, unitamente agli enti strumentali,
rappresentano, infatti, un elemento cardine della realtà economica
valdostana, anche per il loro ruolo di braccio operativo della
Regione.
Proprio in relazione a tale importanza strategica del settore delle
partecipate, si rende importante effettuare una loro valutazione
complessiva di utilità, mission e funzioni. Sarà, inoltre, utile disporre
di un Tavolo di Coordinamento tra società partecipate per
condividere buone pratiche su appalti, personale e risposte alle
esigenze del socio pubblico.
Un’attenzione particolare, fra le società partecipate indirettamente
dalla Regione, va riservata, per il suo peso economico e per l’impatto
del suo ritorno sul bilancio regionale, alla CVA S.p.a. alla quale deve
essere confermata e garantita la sua missione pubblica con
particolare riferimento all’attenzione ai costi dell’energia, al
mantenimento delle entrate per la Regione, alla tutela
dell’occupazione, alla diversificazione degli investimenti ed al
posizionamento nel panorama delle energie rinnovabili anche nel
settore dell’eolico e del fotovoltaico, garantendo alla società stessa le
migliori condizioni per competere ed investire.
Quanto a Finaosta S.p.a., deve continuare a svolgere ed a rafforzare
il suo ruolo di direzione e coordinamento sugli indirizzi strategici
regionali, procedendo alla verifica periodica degli obiettivi e delle
decisioni fondamentali, vedendo sempre garantita autonomia
gestionale. Va, altresì, stimolata una sempre maggiore sua operatività
a favore delle imprese e dell’occupazione, anche ricalibrando i fondi
rotativi e attraverso ulteriori forme di contributi e di sostegni, anche
favorendo il partenariato pubblico-privato e stimolando
l’elaborazione di nuovi strumenti finanziari a sostegno del tessuto
economico regionale.
Con riferimento, infine, alla società Casinò de la Vallée: dopo il
Concordato, va valutata con pragmatismo l’opportunità di affidare
con gara ad un privato l’eventuale gestione della Casa da Gioco e del
collegato Grand Hôtel Billia, sulla base di valutazioni e
considerazioni conseguenti alle risultanze degli studi e degli
approfondimenti affidati a Finaosta S.p.a. attualmente in fase di
realizzazione, con particolare attenzione alle ricadute occupazionali,
mantenendo le condizioni di lavoro degli attuali occupati, ed
all’economia del territorio.
Mi avvio a concludere l’illustrazione di questo documento
programmatorio: un documento sicuramente non esaustivo, ma che
costituisce comunque sia una buona base di partenza per un
importante lavoro per la programmazione delle attività da svolgere
nei prossimi 5 anni, sia il presupposto concreto per un confronto
con le parti sociali al fine di individuare il miglior approccio possibile
per rispondere alle esigenze del territorio e dell’intera comunità,
elementi sui quali lavorare per dare delle risposte ai valdostani nel
quinquennio a venire.
Un’ultima annotazione. La realizzazione dei punti di questo
programma passa necessariamente attraverso l’essenziale
collaborazione delle strutture amministrative, il determinante
contributo di personale qualificato e la passione che ogni attore sia
politico che tecnico-amministrativo deve e possa apportare alla
realizzazione dio quello che deve essere un progetto collettivo che
riguarda un’intera comunità.
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