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“Tagli di 15 milioni dal governo, si rischia di perdere il 15% del personale”


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Riduzione dei fondi da 100 a 85 milioni di euro, con il rischio di perdere oltre 200 ricercatori, cioè il 15% del personale: è allarme sui tagli previsti nella manovra finanziaria del governo ai danni dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. 

Questa mattina, in occasione delle audizioni in Senato sulla legge di Bilancio 2026, l’Iit tramite il suo direttore scientifico Giorgio Metta ha evidenziato l’importanza di garantire continuità agli investimenti pubblici in ricerca e innovazione, chiedendo al governo di riportare progressivamente i finanziamenti ai livelli originari.

I numeri dell’Iit: 1 ricercatore su 5 è un italiano rientrato dall’estero

Per spiegare cosa rappresenta l’Iit a Genova e in Italia, basti ricordare che impiega circa 1.900 persone distribuite in 12 centri di ricerca sul territorio nazionale, con l’80% del personale impegnato direttamente in attività di R&D. Si tratta di una comunità giovane (media 35 anni) e internazionale, composta da ricercatori provenienti da oltre 70 Paesi: il 50% arriva dall’estero, e uno su cinque è un italiano rientrato dopo esperienze di lavoro e ricerca in istituzioni internazionali. 

Dalla sua fondazione, l’Iit ha favorito la nascita di oltre 40 startup, che hanno attirato più di 150 milioni di euro di investimenti privati, ha depositato oltre 1.300 brevetti e solo nel 2025 raccolto quasi 80 milioni di euro da imprese e progetti competitivi. Le sue attività spaziano dalla robotica all’intelligenza artificiale, dai nuovi materiali alla genomica, dalle neuroscienze alle nanomedicina, contribuendo alla crescita del sistema produttivo e alla creazione di filiere tecnologiche avanzate.

L’istituto opera, inoltre, in stretta collaborazione con altre fondazioni di ricerca nazionali di diritto privato, nate negli ultimi anni per impulso pubblico e ispirate al suo modello organizzativo: Human Technopole, Biotecnopolo di Siena, AI4Industry, Chips.IT. Insieme costituiscono un ecosistema nazionale della ricerca che rappresenta un punto di forza per l’Italia e un volano per l’innovazione industriale.

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Il direttore Metta: “Riportare i finanziamenti ai livelli originari”

Metta, direttore scientifico dell’Iit, ha citato i premi Nobel 2025 per l’economia (Mokyr, Aghion e Howitt): Negli ultimi due secoli la crescita delle economie avanzate è stata trainata dal progresso scientifico e tecnologico. La storia economica ci insegna che investire in ricerca e sviluppo è il motore della prosperità: più si investe in conoscenza, più cresce il Pil”.

I tagli si inseriscono in un quadro con una situazione geopolitica globale complessa. Ma anche per questo Metta chiede al governo di mantenere un sostegno stabile alla ricerca per “investire nel futuro dell’Italia”. E, garantendo che ogni euro investito in ricerca genera ritorni economici e occupazione, conclude: “L’innovazione non è una voce di spesa, ma una leva strutturale di sviluppo. Per questo proponiamo di riportare progressivamente i finanziamenti ai livelli originari e di introdurre una programmazione pluriennale che dia stabilità e prospettiva alla ricerca”.

La sindaca Salis: “Forte preoccupazione, qui si gioca il futuro dei nostri giovani”

Non è mancata la reazione della sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha annunciato una visita mercoledì alla sede dell’Iit a Morego, insieme al direttore scientifico dell’istituto Giorgio Metta e all’assessora Rita Bruzzone.

“Indebolire la capacità operativa dell’Iit rischia di compromettere anni di investimenti pubblici e privati e di frenare la competitività dell’Italia nel contesto internazionale – spiega Salis -. In un momento in cui l’intelligenza artificiale, il calcolo scientifico e l’innovazione tecnologica rappresentano la linea di demarcazione tra le economie che crescono e quelle che rallentano, dobbiamo avere il coraggio di investire in ciò che costruisce valore: conoscenza, creatività e competenze. È su queste partite che giochiamo il futuro di tanti giovani nostro e del Paese”.

Critiche dal centrosinistra: “Governo inadeguato”

Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd, in seguito all’audizione in commissione Bilancio ha detto: “Parliamo di un gioiello della ricerca applicata italiana – dice Lorenzin – un centro che dà prestigio e competitività al nostro Paese nei campi della robotica, dell’intelligenza artificiale e della genomica. I tagli sono una decisione miope e incomprensibile, che va contro ogni logica di sviluppo e modernizzazione”. La richiesta al governo è di “garantire una programmazione stabile e pluriennale e di stanziare le risorse necessarie affinché l’Iit continui a essere un fiore all’occhiello del Paese”.

Anche i parlamentari liguri del Pd protestano: “Il rischio è di colpire non solo lo sviluppo di progetti innovativi, ma anche il futuro delle centinaia e centinaia di giovani che lavorano e collaborano con l’Iit – spiegano Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino -. Ancora una volta questo governo si dimostra inadeguato e invece di investire sulla ricerca e lo sviluppo, settore grandemente sottofinanziato”.

Per la senatrice di Italia Viva Anna Maria Furlan, i tagli “sono una scelta sbagliata e miope. Presenteremo un emendamento alla manovra per ripristinare i 15 milioni tagliati e garantire una programmazione pluriennale dei finanziamenti all’istituto”.

Infine Simone D’Angelo, segretario del Pd di Genova e consigliere regionale, presenterà un ordine del giorno in consiglio regionale per impegnare la giunta “a difendere l’istituto e a chiedere al governo di ripristinare integralmente i finanziamenti tagliati nella manovra”.

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Cgil: “Preoccupati per personale e ricerca”

Anche i sindacati fanno sentire la loro voce. “Siamo fortemente contrari ad una riduzione dei finanziamenti all’Iit per le ricadute che si potrebbero verificare sulla qualità della ricerca e sul personale” dichiara Stefano Boero, segretario responsabile Iit della Flc Cgil Genova e Liguria.

La preoccupazione di Flc è rivolta alle conseguenze che la riduzione dei finanziamenti potrebbe avere sulla qualità della ricerca e sul personale: “Dopo anni di mobilitazioni siamo arrivati alla trattativa per il rinnovo del biennio contrattuale di lavoro per i dipendenti e a un percorso che ampli le garanzie, con maggiore stabilità, per i collaboratori della ricerca”. Un disastro, insomma, se per qualche ragione questo percorso dovesse interrompersi.



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