Leader globale nei veicoli elettrici e nelle batterie, Byd ha costruito un ecosistema produttivo integrato. La nuova fabbrica in Ungheria punta a ottimizzare la supply chain e rafforzare la presenza nel mercato europeo
Byd, fondata nel 1995 a Shenzhen da Wang Chuanfu, ha iniziato come produttore di batterie ricaricabili per poi diversificare il proprio business nel settore dei veicoli elettrici (EV). Oggi, la casa cinese è quotata nelle borse di Shenzhen e Hong Kong, garantendo accesso a capitali nazionali e internazionali. La società rappresenta uno dei protagonisti del programma Made in China 2025, mirato a rafforzare la leadership del comparto automotive cinese in settori tecnologicamente avanzati come la mobilità elettrica. Nel prossimo futuro, il colosso cinese punta a rafforzare la propria presenza in Europa potenziando un efficace apparato logistico e realizzando un imponente stabilimento in Ungheria. In questo contesto, per l’Ue diventa essenziale favorire l’arrivo di investimenti strategici nel settore EV, promuovendo politiche che sostengano la crescita della filiera elettrica locale e creino nuove opportunità occupazionali. Allo stesso tempo, la presenza di Byd offre occasioni di collaborazione tecnologica e trasferimento di know-how, stimolando innovazione e competenze industriali. Può allora essere utile delineare le capacità produttive del brand cinese, le capacità del suo naviglio mercantile e gli investimenti industriali e commerciali programmati per il mercato europeo.
1 Contesto industriale
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Nel 1995, Wang Chuanfu ha fondato a Shenzhen, Byd Co., Ltd, focalizzandosi inizialmente sulla produzione di batterie ricaricabili, per poi ampliare il business anche nel settore delle auto elettriche. Oggi, la casa cinese è quotata nelle Borse di Shenzhen e nel mercato azionario di Hong Kong: un’importante piattaforma per la connessione tra i capitali cinesi e quelli esteri. L’attuale compagine azionaria vede Wang come il principale azionista privato, con una quota del 17 % (27 miliardi di dollari); mentre tra gli investitori istituzionali, la Youngy Investment Holding Group Co.,Ltd si distingue per la partecipazione azionaria più elevata pari al 5,11% (8.2 miliardi di dollari). Negli ultimi anni, Byd (assieme ai colossi Geely e Saic) è stata considerata dal governo cinese un “campione nazionale” fondamentale per il Made in China 2025: una strategia industriale finalizzata a trasformare la Cina da “fabbrica del mondo” a leader globale in settori tecnologicamente avanzati.

Nel 2024, Byd ha consolidato il proprio peso industriale e commerciale nel settore automotive elettrico, riportando dei ricavi per 106 miliardi di dollari, in aumento del 29% rispetto all’anno precedente, con un utile netto attribuibile agli azionisti di 40,25 miliardi di Yuan, in crescita del 34%. Le vendite di veicoli hanno raggiunto 4,27 milioni di unità, di cui 417.000 destinate all’export, segnando una crescita del 72% delle esportazioni; mentre, gli investimenti nel settore ricerca e sviluppo sono saliti a 54,2 miliardi di Yuan. Questo risultato è stato in parte favorito dall’adozione di una complessa dottrina industriale basata sull’integrazione verticale, che ha consentito un abbassamento dei costi di produzione e lo sviluppo di nuove tecnologie nei comparti delle batterie (Blade Battery), semiconduttori, motori elettrici, sistemi di assistenza alla guida, e via scorrendo. Nel corso dell’ultima decade, la produzione di Byd è stata concentrata in quattro principali poli produttivi
Il bilancio del 2024
| Ricavi | 106 miliardi di dollari |
|---|---|
Il fatturato del 2024 di Byd indica la sua solidità e capacità di attuare ingenti investimenti in Europa. (Fonte: report 2024 di Byd consultabile al seguente link)

la produzione
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Nel corso dell’ultima decade, l’attività produttiva di Byd si è concentrata attorno a tre grandi poli industriali, che rappresentano i fulcri strategici della sua capacità manifatturiera del marchio. Ecco quali sono:
- Xi’an (Provincia di Shaanxi, Cina nord-occidentale). Situato nella Xi’an Hi-Tech Industries Development Zone, è il più grande impianto Byd. Nel 2024 ha prodotto oltre 1 milione di veicoli, con quattro linee di assemblaggio e una produzione giornaliera di 4.000–4.400 veicoli.
- Lo stabilimento di Hefei, ubicato nella provincia di Anhui, è uno dei principali centri produttivi di Byd. La costruzione è iniziata a metà 2021 e il 30 giugno 2022 è uscito il primo veicolo. La prima fase ha avuto un costo di 15 miliardi di Yuan, con una capacità iniziale di 400.000 veicoli/anno e una capacità piena prevista di 1,32 milioni di veicoli/anno. Nel 2023 sono stati prodotti quasi 500.000 veicoli, con un valore della produzione superiore a 60 miliardi di Yuan.
- La struttura di Changsha (Provincia di Hunan, Cina centrale), è iniziata nell’agosto 2009 e terminata nell’ottobre 2010, mentre la produzione è partita dal 2012. La struttura ha una capacità produttiva annua di circa 600.000 veicoli, includendo una gamma completa di veicoli a nuova energia (Nev), sia passeggeri sia commerciali, come auto ibride ed elettriche, autobus elettrici e veicoli commerciali. Impiega circa 17.000 persone e ha ricevuto investimenti cumulativi superiori a 10,7 miliardi di Yuan.

2 Capacità logistica e implicazioni per l’UE
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Negli ultimi anni, Byd, per espandere la propria presenza nel mercato automobilistico europeo, ha elaborato un complesso piano di investimenti nel settore logistico, tra cui la costruzione di una flotta mercantile Roll-on/Roll-off (Ro/Ro), composta da due classi di nave:
- Byd Shenzhen. Lunga 219 metri e larga 37,7 metri e con una capacità di trasporto di 9.200 veicoli, consente a Byd di ottenere economie di scala nel trasporto internazionale, ridurre i costi unitari di spedizione e rafforzare l’export dei propri veicoli verso il mercato automotive europeo.
- Byd Explorer No.1, Hefei, Changzhou e Zhengzhou. Ciascuna lunga 199,9 metri e larga 38 metri, con una capacità fino a 7.000 veicoli, raggiungendo un dislocamento, a pieno carico, di circa 70.000 tonnellate.
Entro il 2026, Byd ha stabilito l’obiettivo di espandere il naviglio mercantile a otto Ro/Ro, indispensabile per trasportare verso i mercati dell’Europa, America e Africa oltre 1 milione di veicoli all’anno (~83.300 al mese). In sintesi, la flotta Ro/Ro rappresenta per Byd una leva economica e industriale, capace di unire efficienza dei costi e resilienza logistica. Essa sostiene la strategia europea dell’azienda, centrata sul nuovo stabilimento ungherese, destinato a garantire alti volumi di produzione direttamente nell’Ue. In questo modo, Byd dovrebbe riuscire a ottimizzare i costi, stabilizzare i flussi di cassa e consolidare la propria leadership nel settore dei veicoli elettrici in Europa, questione che approfondiremo nel prossimo capitolo.

3 La fabbrica ungherese: opportunità e rischi
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Negli ultimi anni, Byd ha sviluppato un complesso progetto industriale e commerciale per accrescere progressivamente la propria presenza nel mercato automotive Ev e plug-in hybrid europeo, contraddistinto da un’elevata competizione e regolamentazione a partire dal piano Fit for 55 che, entro il 2035, prevede l’eliminazione dei veicoli a combustione interna. In questo contesto si colloca la decisione strategica del colosso cinese di realizzare a Szeged, nel sud dell’Ungheria, la sua prima fabbrica europea di automobili. Si tratta di un investimento, stimato tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro, su un’area industriale di 300 ettari, che renderebbe Budapest un hub strategico nella competizione industriale con le case del Vecchio Continente: Stellantis, Bmw, Mercedes e il gruppo Volkswagen. Lo stabilimento, secondo gli studi di Reuters, dovrebbe essere aperto tra la fine di quest’anno e il 2026, garantendo al colosso cinese una capacità produttiva compresa tra i 150.000 e i 300.000 veicoli elettrici all’anno, impiegando fino a 10.000 lavoratori. Oltre alla fabbrica, Byd ha proposto al governo di Viktor Orbán di stabilire a Budapest la propria sede europea, comprensiva di un centro di ricerca e sviluppo, per lo più focalizzato sulla gestione delle attività di omologazione, test e adattamento agli standard dell’Ue.
I costi della fabbrica ungherese
| Investimento | 4–4,5 miliardi di euro |
|---|---|

Dal punto di vista commerciale, l’espansione di Byd in Ungheria rappresenta un passaggio essenziale per accrescere la presenza nella crescita delle vendite nel continente. Secondo le previsioni della società americana S&P Global Mobility, le vendite della casa cinese in Europa passeranno da circa 83.000 unità nel 2024 a 186.000 nel 2025, con un ulteriore incremento fino a 400.000 veicoli entro il 2029. Le prospettive di crescita commerciale di Byd in Europa, devono essere valutate alla luce delle misure protezionistiche adottate dall’UE contro le auto “made in Prc”, che prevedono dazi fino al 37,6% sulle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina, oltre al dazio standard del 10% per tutte le auto extra-Ue.

Secondo gli analisti del think tank americano Rand Corporation, questa situazione evidenzia un possibile contrasto tra la strategia commerciale di Byd e gli obiettivi europei: da un lato, l’Unione Europea promuove la decarbonizzazione e gli investimenti esteri; dall’altro, cerca di tutelare la sovranità industriale e di evitare nuove dipendenze da tecnologie verdi strategiche. In questo contesto, la scelta della casa cinese di stabilire la produzione in Ungheria rappresenta un equilibrio tra l’espansione commerciale dell’azienda e le barriere protezionistiche europee, illustrando le tensioni tra interessi industriali globali e politiche europee.
Tabella 1- le opportunità per l’Europa dall’espansione Byd
| Opportunità | Descrizione |
|---|---|
Tabella 2 – i rischi per l’Europa dall’espansione Byd
| Rischio | Descrizione |
|---|---|
L’espansione di Byd in Europa testimonia la solidità e l’efficacia della sua strategia industriale globale, basata su innovazione, scalabilità e integrazione lungo l’intera filiera dei veicoli elettrici. La presenza crescente dei produttori cinesi evidenzia come il mercato EV europeo stia diventando sempre più competitivo e dinamico. Per l’Ue, ciò rappresenta non solo una sfida, ma anche un’opportunità: adottando politiche di gestione strategica dei rischi, sarà possibile coniugare apertura agli investimenti esteri con la tutela della sovranità industriale, accelerando la transizione elettrica e rafforzando la competitività tecnologica e industriale europea.

4 Conclusioni
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La volontà di Byd di espandersi nel mercato del Vecchio Continente evidenzia la sua capacità di definire e attuare un progetto industriale complesso volto a superare i brand europei: Bmw, Stellantis, Mercedes, Renault e il gruppo Volkswagen. In questo progetto, la decisione della casa cinese di stabilire una produzione in Ungheria non è solo una risposta alle barriere protezionistiche dell’UE, ma anche una strategia per consolidare la supply chain, ridurre i costi logistici e garantire una maggiore autonomia operativa nel continente. Guardando avanti, il probabile successo commerciale di Byd in Europa potrebbe accelerare la transizione verso i veicoli elettrici, stimolando la concorrenza e spingendo gli attori europei a innovare rapidamente. Inoltre, il progetto di Byd suggerisce che il futuro dell’automotive europeo sarà sempre più caratterizzato da interdipendenze globali, dove capacità tecnologiche, strategie logistiche e politiche industriali nazionali convergeranno per definire i nuovi leader del mercato europeo.
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